LE MINACCE COREANE NON DISTRURBANO (PER ORA) I MERCATI

Rientriamo dalle ferie carichi di buone aspettative per i prossimi 4 mesi che ci dividono dalla fine dell’anno in corso.
Ci eravamo salutati a maggio con il vento dei mercati a favore, ci ritroviamo adesso con gli indici borsistici sostanzialmente nella stessa situazione salvo alcune paesi emergenti che hanno visto tornare i propri listini sui massimi relativi o assoluti.
Tra questi Hong Kong ed il Brasile, paese quest’ultimo che sta tornando a correre dopo la disgraziata esperienza governativa degli ultimi 2 presidenti.

I listini Usa si mantengono sui massimi storici a fronte di confortanti dati maroeconomici,la borsa Giapponese sta continuando la sua fase laterale, la borsa Cinese sta continuando il recupero a fronte di un’economia caratterizzata da una crescita stabilizzata attorno al 6,5 %.

L’Europa, in questa fase, è sostanzialmente in “panne”, pronta o ad una rapida ripartenza o ona drastica discesa qualora la spinta positiva proveniente sia dagli USa che dai paesi emergenti dovesse fermarsi. Aghi della bilancia sono:
– forza o meno del Dollaro, che se continua il suo indebolimento favorisce gli emergenti indebitati in dollari ma blocca la ripresa in esportazioni dall’Europa;
– ulteriore perdita di leadership di Trump;
– il matto Coreano che si diverte a lanciare missili con evidente atteggiamento bellicoso.

Ahimè del futur non v’e certezza ma poiché noi dobbiamo non solo navigare in un mare nebuloso bensì decidere prima la rotta da condurre, anche stavolta proviamo a farlo……
Avevamo ridotto l’esposizione azionaria al 40/45 % a maggio dicendo di scendere al 30 a fronte di nuovi massimi. Questi non ci sono stati, noi non abbiamo ancora “paura” e rimaniamo fermi lì.
Proviamo però a cercare di creare valore alleggerendo ulteriormente la quota di asset presente sugli indici USA e convinti di vedere tornare il rapporto di cambio Eur/USD a 1,10 contro gli attuali 1,20 aumentiamo la quota Europa ( Germania ed Italia su tutti) ricomprando quindi ad un meno 5% circa dai massimi relativi raggiunti mesi scorsi.
In merito al listino domestico confidiamo di vederlo crescere nei prossimi mesi anche per motivi intreni: i PIR ( Piani Individuali di Risparmio) stanno per essere proposti “in massa” ai risparmiatori dalle banche, grazie all’opportunità da questi offerta di essere esenti da imposte sul capital gain se mantenuti per oltre 5 anni. Anche Poste Italiane non si farà sfuggire l’occasione di proporre alla propria clientela, abituata ad investire a ” lungo” , e qualche miliardata di Euro dovrebbe finire in pochi mesi su questi strumenti e di conseguenza sul mercato MID CAP/ALLSHARE/AIM ma anche sul MIB.

Per la componente obbligazionaria non c’è trippa…..meglio a ns avviso acquistare obbligazioni indicizzate all’inflazione Europa ( prima o poi Draghi ce la farà a portarla al 2%!), e emergenti espresse in Dollari. Quando poi il Dollaro dovesse tornare verso 1,10 /1,08 su Euro le vendiamo.

Ci diamo appuntamento, salvo imprevisti mimprevedibili, a fine anno… solo allora sapremo se anche stavolta abbiamo visto bene!!!

Rag. FABRIZIO BAGLINI
WWW.BAGLINIFINANZA.IT
info@baglinifinanza.it

FRANCIA AL VOTO CON GLI INDICI SUI MASSIMI. E SE VINCESSE LA LE PEN ?

Sono passati alcuni mesi dalla nostra ultima pubblicazione del fine anno scorso, cosa insolita per il nostro team ma niente avevamo da segnalare e niente abbiamo segnalato.

E’ per noi giunto il momento di farlo, dare ai nostri lettori un quadro aggiornato di quanto successo in questi mesi e comunicare la nostra view di mercato per il prossimo futuro.

Ci eravamo salutati a fine 2016 suggerendo un asset di portafoglio orientato al mercato azionario ( 65 contro 35 %) e analizzando adesso l’andamento degli indici non possiamo che essere felici dell’indicazione a suo tempo fornita.

Di seguito gli ultimi 6 mesi del DJones

djones 5 maggio

 

 

 

 

Eurostock50

eurostok 5 maggio

 

 

 

 

Dax

dax 5 maggio

 

 

 

 

Ftsemib

mib 5 maggio

 

 

 

 

 

Nikkey

nikkei 5 maggio

 

 

 

 

ed infine uno sguardo globale dell’andamento dell’ultimo anno del MSCI World indice globale espressione dell’andamento medio delle quotazioni delle oltre 1600 aziende che ne fanno parte.

msci world

 

 

 

 

 

 

I mercati azionari hanno quindi avuto, nei primi 4 mesi dell’anno,  una crescita media di circa il 12 % scontando le attese per una ripresa economica globale più robusta favorita dalla sempre accomodante politica monetaria delle principali banche centrali. Se la Fed ha fatto piccolo rialzo ciò era già dato di mercato e soprattutto in linea con i migliorati dati economici degli States.

Questo w.e. dalle elezioni Francesi potrebbe arrivare o la conferma della continuità nel processo d’integrazione europea o una improbabile ( stando ai sondaggi) deriva antieuropeista, sicuramente non gradita ai mercati finanziari. La sensazione comunque è quella che in questo caso eventuali forti correzioni dei listini potrebbero essere buona occasione d’acquisto in quanto riteniamo che malgrado i listini USA stiano arrivando a “fine corsa”, un po’ di spazio di crescita ci sia ancora (5-7%).

Consigliamo comunque, in ogni caso, di cominciare a pensare di ridurre l’esposizione complessiva sui mercati azionari al 40-45%  per poi passare al 30% in caso di raggiungimento di ulteriori massimi in linea con i target sopra indicati.

Più il mercato sale più si avvicina il momento dell’inversione del trend ed è bene, in quel caso, farsi trovare “leggeri leggeri”!!.

Buone cose a tutti, alla prossima!

Rag. Fabrizio Baglini    www.baglinifinanza.it        info@baglinifinanza.it

 

 

 

BORSE E MERCATI NEL 2016 E PROSPETTIVE PER L’ANNO A VENIRE.

Si conclude con oggi  l’anno borsistico 2016 caratterizzato  per tutti i mercati da un’inizio pesantissimo, un proseguo d’anno in sordina, un mese di dicembre in buon recupero, cosa che ha portato l’indice ESTX50  ( principali 50 aziende Europee) a chiudere con un modesto rialzo di 2,90 punti percentuali rispetto ad inizio anno.

estx50-eur-30-12-16

La borsa italiana da par suo dopo essersi smarrita fino ad un meno 25% circa ha recuperato e chiude con un bel – 10,30%.

ftse-mib-30-12-16

Gli States hanno dimostrato ancora una volta di esser il mercato più solido e meno volatile, l’SP500 chiude con un bel +10% per la gioia di chi ha puntato anche nel 2016 sul mercato USA.

sp500-30-12-16

La borsa Giapponese ha chiuso l’anno in assoluto pareggio

nikkey-30-12-16

la Cinese in calo del 12 circa.

cina-30-12-16

Pensando al prossimo futuro noi pensiamo che il quadro economico e politico attuale continui a favorire gli asset azionari rispetto alle obbligazioni. Se TRUMP confermerà la politica fiscale che ha promesso intraprendere probabilmente i mercati USA  proseguiranno il loro slancio verso nuovi massimi, il dollaro forte favorirà le esportazioni UE mentre i mercati emergenti risentiranno della loro forte esposizione dei loro debiti cumulati in dollari; alleggeriamo quindi le posizioni su queste aree mentre continuiamo a mantenere ed anzi incrementare leggermente le posizioni sul mercato Russo dal momento che il rapporto apparentemente idilliaco tra Trump e Putin dovrebbe continuare a favorire la ripresa di questo mercato che già in corso d’anno ha saputo risalire la china dopo un 2015 molto difficile.

In sostanza indichiamo il nostro asset ideale in 65% azioni  e 35% obbligazioni di ( tra queste una metà circa agganciate all’inflazione area Euro, che pare pian piano in ripresa, ed il resto suddiviso tra paesi est Europa e titoli high yield globali), per i governativi non c’è …trippa!

Auguriamo a tutti un sereno nuovo anno.

Il Team di BAGLINI FINANZA.

CLINTON o TRUMP – I MERCATI IN ATTESA DEL VOTO

Tra poche ore conosceremo l’esito del voto americano, subito dopo la reazione dei mercati finanziari al nome di colui/ei che guiderà gli States almeno per i prossimi 4 anni. Da inizio anno questa è la data più attesa, tanto da aver chiaramente condizionato l’andamento 2016 del mercato USA.  Analizzando l’andamento dell’indice S&P500 notiamo chiaramente quanto detto.

sp500-7-nv

Le borse europee, appesantite dalle problematiche bancarie  ( in primis “le sofferenze”), ancora irrisolte malgrado gli aumenti di capitale già sottoscritti da buona parte degli istituti bancari, con relativi miglioramenti degli indici patrimoniali, stanno ancora vivendo una propria fase d’incertezza. La mancanza di notizie “Macro” positive e indicatori di fiducia altalenanti non hanno saputo produrre crescita adeguata dei listini. L’indice ESTX50 sotto evidenziato ne è la testimonianza.

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La borsa italiana ha risentito più delle altre sia le problematiche relative al settore bancario, l mancata ripresa economica del paese,  le incertezze legate al prossimo referendum costituzionale.

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Solo voltando lo sguardo ad est troviamo mercati in ripresa e con aspettative positive, in Giappone la politica monetaria espansiva di Abe, pur non producendo risultati al momento significativi sulla ripresa dell’inflazione ha quanto meno sostenuto la tenuta/crescita della borsa di Tokyio

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Il rallenatamento cinese, causa della forte correzione del listino cinese, sembra aver lasciato spazio alla consapevolezza che la direzione imposta all’economia delle autorità centrali, va nella direzione giusta e che si può tornare ad investire sul listino azionario.

cina-7-nv

Tutto quanto sopra in attesa del verdetto Usa il cui esito potrebbe portare a cambiamenti di rotta significativi…… tra poche cominceremo a scoprirlo!

Al momento la nostra visione è mantenere l’asset allocation in corso ( 50% obbligazionario, 50% azionario ben diversificato con sovrappeso Asia) per decise variazioni c’è tempo.

Prossimo appuntamento per fine anno, lì vedremo se e di quanto abbiamo sbagliato.

Per ogni info/chiarimento scrivere come sempre a”info@baglinifinanza.it”, pronti noi a darvi risposta.

Fabrizio Baglini   www.baglinifinanza.it

 

 

 

 

 

Dopo la BREXIT e in attesa delle elezioni negli States !

Passato 1 mese e mezzo circa dalla tempesta BREXIT , i mercati , tranne la borsa italiana, afflitta dal male “Banche”, hanno assorbito e recuperato valori più congrui rispetto ai price earnings attesi. In Europa grazie soprattutto alla politica monetaria sempre  accomodante della BCE che continua ad acquistare titoli di stato anche a breve con rendimenti negativi e a supportare il mercato obbligazionario Corporate.

I listini evidenziano ancora un andamento laterale con il mercato USA che continua a muoversi sopra i massimi storici

 

S&P500 31 LUGLIO

mentre quelli Europei, appesantiti dal clima di sfiducia verso il settore bancario, oppresso da sofferenze quantitativamente ingenti, faticano a recuperare i relativi massimi precedenti. L’indice Eurostock 50 ( resistenza a 3000 punti) lo dimostra chiaramente.

estx50  29luglio

Noi pensiamo che la tenuta della borsa Usa sopra i massimi e quella della borsa tedesca sopra i 10.000 punti

dax 29 luglio

unito alla volontà espressa più volta a parole e nei fatti dal presidente BCE  Mario Draghi possa pian piano portare i listini europei verso un incremento delle quotazioni. Chiaramente a fronte di un quadro economico nostrano in miglioramento.

Come sopra detto la borsa italiana è quella che ha performato in misura più negativa, del resto l’indice è caratterizzato in prevalenza da aziende del settore bancario/finanziario e lo stesso è quello che in questa fase storica è più sottoposto a pressioni

mib 29 luglio

La borsa Giapponese, malgrado i recenti deludenti dati economici resi noti, continua a mostrarsi ben intonata grazie alla politica monetaria del loro presidente Abe

nikkey 29 luglio

quella cinese è in fase laterale da alcuni mesi dopo la forte e prolungata discesa dei prezzi avvenuta lo scorso anno

cina 31 luglio 16
Stiamo indubbiamente attraversando una difficile congiuntura economica globale ed è altrettanto difficile prevedere quali potranno essere gli sviluppi futuri degli indici dei mercati finanziari. Restiamo comunque fiduciosi sulla tenuta dei listini in virtù di 2 fattori principali ovvero la mancanza di rendimenti delle attività finanziarie ritenute tradizionalmente più sicure ( obbligazioni governative e corporate ) e l’ingente liquidità esistente sul mercato.

Suggeriamo quindi di mantenere  pure  asset di portafoglio complessivamente orientati al mercato a condizione di seguire logiche di diversificazione non solo per aree geografiche ma anche settoriali ( tematiche quali quelle legate ad aziende operanti nei settori: acqua – sicurezza – robotica – healthcare- cibo/bevande ) comprese materie prime ( da mesi su valori minimi ) e metalli preziosi.

In attesa arrivi l’autunno con il relativo esito elettorale Usa, auguriamo a tutti i nostri lettori un buon mese d’agosto e buone vacanze a coloro che decideranno di farle.

Restiamo ovviamente disponibili, come sempre,  a rispondere a tutte le domande che vorrete porci all’indirizzo mail “info@baglinifinanza.it”  oppure direttamente al n. di telefono 335 6062559.

Fabrizio Baglini      www.baglinifinanza.it

 

 

 

 

TASSI A ZERO E BTP A TRE ANNI CON RENDIMENTO NEGATIVO – CHE FARE?

Giovedì 10 scorso il Presidente della BCE, Mario Draghi , ha portato a zero i tassi ufficiali ‘interesse in Europa e a – 0,40 il rendimento dei depositi bancari presso la Banca Centrale. La conseguenza immediata si è manifestata sul rendimento dei titoli governativi nazionali che a 3 anni ha fatto registrare un – 0,05  e un risicato 0, 49 a sette anni.

Siamo quindi entrati in una  fase storica mai vissuta dai risparmiatori italiani ed europei.

La prima considerazione da fare è la seguente: che atteggiamento assumeranno i risparmiatori a fronte di ritorni sul capitale investito negli strumenti finanziari che hanno caratterizzato un’epoca intera, ovvero titoli di stato e obbligazioni bancarie “senior”, adesso che non vi è più , almeno per investimenti a breve/medio termine, un ritorno soddisfacente?

Difficile a dirsi, probabilmente un salto culturale /generazionale, diretto verso strumenti diversi, parliamo di strumenti di “Risparmio gestito” ed in particolare di Fondi/Sicav bilanciate/flessibili/azionarie e strumenti di natura “finanziaria/assicurativa” sarà fatto. Chiaro che è necessario scalfire la mentalità del risparmiatore, propenso da decine di anni verso attività finanziarie a basso rischio e rendimenti soddisfacenti per non dire elevati se confrontati con altre nazioni di primo livello nel mondo ( USA / Giappone / Germania / Paesi Nord Europa).

Sarà un percorso lungo ma alla fine il cambio di pensiero diventerà obbligatorio  e per le nuove generazioni di risparmiatori sarà del tutto naturale confrontarsi con temi quali diversificazione del portafoglio, livello/rischio/rendimento/ rendimenti attesi per asset class e volatilità attesa.

Guardando al presente diamo il solito sguardo ai mercati, valori indici a chiusura venerdì 11 marzo, provando poi a pensare quali potranno essere i prossimi sviluppi futuri.

Iniziando dagli USA vediamo che l’ S&P%500  è tornato a sopra i 2000 punti

sp500 11 marzo

 

Il Dax è poco al di sotto della resistenza fissata a quota 10.000

dax 11marzo

Il nostro indice Mib tra il supporto dei 18.000 e la resistenza di 20.000

mib 11marzo

La borsa Giapponese di nuovo sopra i 16.000 ( ex supporto poi divenuta resistenza ) puntando nuovamente ai 18.000

nikkey 11marzo

Ed infine il cambio USD/EUR  che al di là delle aspettative della maggior parte degli analisti al momento è tornato verso quota 1,12.

usd eur 11 marzo

La nostra idea è che la ripresa Usa si vada pian piano consolidando, e che i maggiori consumi dei cittadini Usa traineranno la ripresa dell’attività manifatturiera Europea, come pure che le riforme economiche portate avanti dal presidente giapponese Abe possano costituire un’ulteriore spinta verso la ripresa dei consumi del popolo del Sol Levante.

Siamo quindi favorevolmente propensi a pensare che i listini Europei e Giapponese possano nel 2016, partendo dai livelli attuali, performare in maniera positiva e su essi puntiamo aumentando la nostra esposizione di portafoglio.

Per info potete come sempre inviare mail a “info@baglinifinanza.it”.

Rag. Fabrizio Baglini-  www.baglinifinanza.it

 

 

 

L’anno chiude con le borse in rialzo, ma che fatica!!

Ci siamo, tra poco più di 24 ore brinderemo al nuovo anno. Chissà cosa ci porterà di buono! Di sicuro, l’ormai vecchio, per i clienti delle 4 banche “salvate” a metà dicembre più che portare ha tolto, ma non siamo qui, in questa sede a trattare la questione obbligazioni subordinate, o Bail -in, o etica bancaria. Siamo qua  per offrire un quadro chiaro e complessivo di quanto avvenuto sui mercati nel 2015.

L’anno era partito alla grande su tutti i listini, trascinati al rialzo da attese crescenti di ripresa economica internazionale favorita dalla politica monetaria accomodante delle principali banche centrali. Crescita costante sino fine aprile, poi frenata, poi ripresa poi arriva Ferragosto e il lunedì successivo ci svegliamo con la borsa Cinese che chiude le contrattazioni a -8%. Finita la festa, gabbato lo Santo, dicevano i vecchi i di queste parti!

Da lì un susseguirsi di capovolgimenti di fronte con aumento costante della volatilità, accentuata in ordine da: mancato rialzo tassi Usa a metà settembre e successivo scandalo “emissioni” della Volkswagen. Et ca fait!

Tuttavia l’anno borsistico si chiude tutto sommato in positivo per quasi tutte le piazze finanziarie, escluso Brasile e Russia, quest’ultima da noi ipotizzato possibile sorpresa del 2015 e che causa prima sanzioni economiche imposte da USA e UE e calo prezzo del greggio poi, chiude l’anno in pareggio.

mosca 30 dic

 

 

 

 

 

 

 

 

passiamo per la Germania

dax 30 dic 15

 

 

veniamo in Italia

mib 30 dic 15

voliamo negli States

sp500 30 dic

poi in Giappone

japan 30 dic 15

infine in Cina

cina 30 dic

In merito alle cambio Eur/Usd , è evidente come le aspettative di rialzo dei tassi negli States abbiano alimentato il rafforzamento del biglietto “verde” che noi vediamo proiettato al rapporto 1 a 1 per fine anno nuovo.

E per il 2016? Con le problematiche geopolitiche in corso e il continuo calo del prezzo del petrolio sarebbe poco saggio essere ottimisti. Ma stavolta noi lo vogliamo esser ( poco saggi, intendo !) e confidiamo sul fatto che l’insoddisfazione derivante da ritorni inesistente dalle obbligazioni, la ripresa economica Usa in corso, l’atteso miglioramento dei dati  in area Euro, l’atterraggio morbido dell’economia su base %%PIL , ormai digerito dagli investitori, della Cina, possano costituire il carburante giusto per un nuovo anno positivo per i mercati azionari. E su questi continuiamo a puntare consapevoli che la volatilità non potrà non mancare. Occhio quindi, come sempre, a supporti e resistenze!!!.

Auguri di buon 2016.

Rag. Fabrizio Baglini    info@baglinifinanza.it

 

 

I

Basteranno 4 settimane alle borse europee per chiudere l’anno in bellezza?

Tra pochi giorni conosceremo le decisioni che la Mario Draghi, capo della BCE, comunicherà in merito all’ampliamento o  meno del Quantitative Easing che sta portando avanti dall’inizio dell’anno. Attorno alla metà del mese le decisioni della FED in merito al tanto proclamato ed ormai atteso piccolo rialzo dei tassi.

Nel frattempo la nuova caduta della borsa di Shanghai ( -5,5%) di ieri sembrerebbe esser stata ben assorbita dai listini internazionali. Lunedì poi staremo a vedere!

A seconda di quelle che saranno le decisioni delle Banche Centrali UE ed USA  i mercati finanziari prenderanno probabilmente direzionalità più marcata, al rialzo  o al ribasso.

Quello che ci è dato da vedere fin qui è che dopo il negativo periodo intercorso tra metà agosto e fine settembre, le piazze azionarie internazionali una volta stabilizzatesi si sono andate riprendendo e la sensazione è che in questo mese si possa concretizzare la continuazione del trend al rialzo finalizzato a far tornare i listini, almeno quelli europei ed Usa sui massimi di metà anno.

Di seguito indichiamo:

Dax: dopo il minimo attorno ai 10.000 punti ha recuperato gli 11.000 e la direzione è verso i 12000

Eurostok 50:  fatto minimo a 3000 ha recuperato i 3500. Se li supera si punta dritti prima a 3700 e poi ai massimi a quota 3800

Mib30: doppio minimo ( quasi triplo) a 20500 ha poi recuperato e superato i 22150. Adesso siamo siam sopra i 22500 la cui tenuta darebbe impulso almeno fin ai 23000 per poi puntare ai massimi di aprile/luglio/agosto a quota 24000.

SP500: dopo il doppio minimo a 1850 è tornato sugli attuali 2100 punti con obiettivo i massimi dell’anno e di sempre a 2150

Lasciamo al momento stare gli altri, ci focalizziamo su questi  fiduciosi che in queste 4 ultime settimane che ci separano dalla fine dell’anno si possa concretizzare quello sprint che noi tutti vorremmo, per chiudere il 2015 nel migliore dei modi.

Vedremo il 30 prossimo se i nostri auspici si saranno concretizzati oppure no, noi ci crediamo.

Rag. Fabrizio Baglini – www.baglinifinanza.it

Per domande/info bostra mail:  info@baglinifinanza.it

 

 

 

 

 

Crisi Cinese, tassi USA e Volkswagen. Manca ancora qualcosa all’appello?

Quasi profetici a fine luglio ci domandavamo se il mese d’agosto avrebbe dato direzionalità ai mercati; così è avvenuto.  Decisamente al ribasso!

Difficile immaginare  come regalo di Ferragosto  la svalutazione dello yuan contro dollaro e comunicati del governo cinese in merito al forte rallentamento della loro economia, ma ciò è stato. Da lì il mercato ha preso la direzione al ribasso. Chi ha seguito le nostre indicazioni in merito ai supporti (es.  vendere se S&P500 va sotto i 2000 punti!) e ha tempestivamente liquidato, alla rottura al ribasso degli stessi, le posizioni azionarie in essere, può non solo dichiararsi salvo, ma pronto adesso per cominciare a rientrare in gioco!

Chi non lo ha fatto,  ha visto poi scendere rapidamente le quotazioni a seguito sia del mancato ufficiale rialzo dei tassi d’interesse USA, il 17 settembre,  giustificato con la necessità di capire bene se fosse in momento giusto per farlo data l’incertezza economica ancora in essere a livello internazionale, che del successivo scandalo ” emissioni” della principale casa automobilistica tedesca ed europea, azienda principe e faro economico della Germania. Chi non lo ha fatto, adesso si sta leccando ferite aperte.

Visto le sorprese di cui sopra ci  poniamo ironicamente l’interrogativo  in oggetto.

Ma questo è e non c’e altro da fare che cercare di capire dove i mercati termineranno la loro folle quanto rapida corsa al ribasso.

Prima di provare a farlo anche per dare risposta ai tanti lettori che sono purtroppo rimasti imbrigliati nella rete dei ” ribassisti” e che chiedono lumi sul da farsi per cercare di ridare valore al  portafoglio, analizziamo i grafici a fine mese settembre dei principali mercati.

 

Partendo dall’S&P500 Usa notiamo che malgrado l’indice sia ancora pressoché sui massimi storici, la correzzione avvenuta ha portato l’SP a valore 1870 (supporto a 1865) e l’indicatore RSI in prossimità di livelli di “ipervenduto” .

In Europa il l’EST50EUR ( indice “d’insieme) si è posizionato in prossimità del “supporto” dei 3000 punti

La borsa tedesca, condizionata dallo scandalo “emissioni” ha toccato il “supporto di 9.500 punti

La nostra ha fatto un doppio minimo intraday  a 20500 punti

la cinese che in 3 mesi ha vanificato il costante rialzo durato 6 mesi dal dicembre 2014 sta testando ora il supporto dei 3000 punti.

 

Ci troviamo quindi in una fase in cui tutti i listini hanno corretto in modo deciso a seguito sia delle notizie macroeconomiche deludenti rispetto alle attese che ad eventi quali lo scandalo Volkswagen, che all’apparente incapacità delle banche centrali di riuscire a governare la tendenza deflazionistica in corso. Un fine estate/inizio autunno in cui sostanzialmente il pessimismo  fa da padrone assoluto.

Bene, partendo proprio dalla presenza di questo tipo di “sentiment”, tenuto conto del fatto che i mercati si trovano tutti su “supporti” significativi, noi decidiamo oggi di cominciare a riprendere posizione sui mercati, puntando in primis su Europa ed Usa, cominciando ad riacquistare un po’ di “commodities” e in piccola parte, per ora,  anche sulla Cina.

Dandovi appuntamento al prossimo ns articolo  restiamo come sempre disponibili a rispondere alle vostre richieste mail indirizzate a “info@baglinifinanza.it”.

Per esigenze di colloquio/ definire appuntamenti con nostro staff, potete anche chiamare il 335 6062559.

A presto.

 

Sarà agosto a dare il là alla direzione dei mercati?

Nel corso degli ultimi due mesi la questione che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera Europa e buona parte del mondo intero è stata la questione Greca. A repentine flessioni dei listini al NO greco al programma di auisterity di Bruxelles a veloci risalite una volta accettate dal governo Tsipras le condizioni imposte dalla Troika.

Analizziamo il livello dei listini e siamo più/meno la dove ci eravamo lasciati a fine maggio. Positivo tutto ciò? Probabilmente si, niente è cambiato, il trend rialzista dei listini area Euro/Usa/ Giappone/ Asia è ancora in atto. Ok, la borsa cinese ha subito in luglio una violenta correzione, ma veniva da uno spettacolare rialzo ( da noi ipotizzato realizzarsi nell’autunno 2013- vds articolo di fine agosto  stesso anno) del 100% e la tenuta dei 3500 punti per potrebbe essere per la borsa di Shanghai il punto di ripartenza.

Solo i listini dei paesi sudamericani fanno fatica ad apprezzarsi, del resto il calo del prezzo del greggio non sta per niente favorendoli. Li lasciamo quindi momentaneamente da parte in attesa di capire quali evoluzioni subiranno.

Le chiusure odierne delle borse europee, moderatamente positive, sono ben auguranti. In particolare è stata interessante nella settimana appena trascorsa, la tenuta dei supporti “intermedi” rispettivamente di 11.200 punti del Dax ( range tra 10.800 e 12.000 ) e 23.100 del Mib ( range tra 22.500 e 24.000 – vedi articolo precedente -)

Londra si mantiene tra 6500 ( supporto ) e 7000 ( resistenza)

Lo SP500 Usa sopra i 2000 punti ( signori, se va sotto vendete tutto di tutto ciò che avete in azioni, poi  vediamo che succede e quindi che fare)

Tokyo si mantiene sopra i 20.000 ( livello inimmaginabile neppure per noi che a fine 2012 ci eravamo sbilanciati sul paese mettendo successivamente l’asticella prima a 14 poi a 16 poi 18.000 punti) e niente vieta, tenuto il supporto dei 18.000) di puntare a 25.000

La Cina come detto la teniamo in piedi sino a 3500 punti e se ci arriva prima riacquistiamo per il doppio rispetto a ciò che abbiamo di residuo investito, pronti a vendere tutto se va sotto tale livello.

mentre la borsa Russa ( da noi suggerita a fine ’14 a quota 750) sta leggermente rintracciando, teniamo posizione e compriamo se recupera e supera  quota 1000 punti, obiettivo 1500.

Il rapporto Eur/usd si mantiene su 1,10 e noi ipotizziamo possa ulteriormente scendere fino a 1 entro fine anno. Il quadro valute cambia con USD sopra 1,20 ma l’operato di Draghi non dovrebbe consentire a breve tale scenario.

Auguriamo a chi ancora deve andare, buone vacanze, restando pronti e disponibili a rispondere come sempre alle domande che vorrete indirizzarci all’indirizzo mail info@baglinifinanza.it.

Buon Agosto a tutti.

Rag. Fabrizio Baglini – Responsabile Team –   BagliniFinanza