ILGOVERNO DEL POPOLO, IL PROBLEMA DEBITO, L’IRA DELL’UE, IL CROLLO DEI TITOLI E BORSA

Le elezioni politiche del 4 marzo scorso hanno mostrato il desiderio del popolo italiano di volersi liberare da politici che per circa un ventennio ( anche trentennio) hanno avuto direttamente o indirettamente ( talvolta anche di nuovo direttamente) un ruolo di primo piano nella vita politica del paese.
Tutti a casa tutti contenti, da oggi si cambia!
In effetti un cambiamento ci voleva, un vero cambio generazionale nella guida della nazione per un presente nuovo e prospettive future più rosee per tutti.
L’insolita accoppiata Lega -M5S, capitanata dai 2 giovani leader, suscita sin da subito simpatie e anima la speranza.
L’aggiornamento al DEF anticipato a settembre è frutto della volontà di provare a porre rimedio allo squilibrio della ricchezza tra i cittadini. Aiutiamo i bisognosi e diamo 2 schiaffi ai ricchi!
Il problema è che per aiutare i bisognosi ci vogliono soldi e lo Stato ( inteso come Ente giuridico sovrano ed indipendente) non li ha. Li hanno in abbondanza una buona percentuale di cittadini, ma fare davvero una politica alla Robin Wood, imporre una patrimoniale che colpisca la classe abbiente per utilizzare il ricavato a favore dei bisognosi, non si può. Ovvero, non si vuole.
Del resto le vicende di queste ore lo dimostrano, il testo ufficiale della ” finanziaria” vede inserito all’art. 9 del documento stesso n. 2 righi dai quali emerge con trasparenza anche se il leader dei 5 stelle, dice che gli accordi presi non erano tali.
La volontà di non colpire la classe abbiente ( bensì favorire) dal punto di vista impositivo, a fronte emersione di redditi/patrimoni mobiliari e immobiliari detenuti all’estero, dichiara in TV Di Maio non può essere accettata dagli elettori 5 Stelle.
Il capo del Governo nomina quindi un nuovo consiglio dei Ministri per sabato 20 ma il leader della Lega Salvini dice che ha altro da fare e che in ogni caso il Governo durerà sicuramente 5 anni(?).
In attesa che gli eventi si compiano andiamo a vedere cosa è successo sul “campo”, inteso come mercato finanziario, e perché.
E’ successo che l’indice della borsa italiana ( FTSEMIB) è passato dai 24.500 punti di valore dei primi di maggio agli attuali 19000, con quindi un calo di circa il 23% e il valore dei titoli governativi (BTP) è sceso in media del 7 %, non male per un’attività finanziaria ritenuta “senza rischi” dalla maggior parte dei cittadini sottoscrittori/detentori i titoli stessi.
Non sono pochi i nostri lettori/clienti che ci chiedono: ” com’è possibile che un governo così tanto amato dal popolo, che opera (ndr: sulla carta) a favore dalla maggior parte dei cittadini, sia così osteggiato dai vertici UE e dai mercati?”.
Una risposta impulsiva per chi vive dalle nostre parti sarebbe la seguente: ” perché vuol fare il finocchio con il culo di altri”!. Il che è vero in sostanza se non nella forma.
Vediamo di capire.
La linea di pensiero generale è che un “debito che cresce impoverisce il popolo”. L’ha affermato e son sue parole il rappresentante UE Moscovici in data 18 ottobre, arrivato in Italia per portare la lettera con cui l’UE boccia la manovra. E ha anche aggiunto: “Ogni euro di debito in più è un euro in meno per le infrastrutture, istruzione, giustizia sociale, per la sicurezza. Il debito è la più improduttiva delle spese”.
Poiché la manovra presentata vede un aumento di spesa e quindi di deficit, la domanda che sorge spontanea è: chi pagherà ( finanzierà) la stessa manovra ( indipendentemente che sia a favore o meno dei più deboli)?
Altro interrogativo è: possiamo fare più deficit ( debito) quando siamo già molto indebitati? L’Italia ha un debito del 130 % sul Pil, ben 37 mila Euro a cittadino. Punto 1) non andrà poi a pesare sulle generazioni future? Punto 2) non è che andrete a chiedere soldi di nuovo ai tedeschi/francesi/americani che già ve ne hanno prestati molti e che non vedono l’ora di riaverli indietro?
Altro interrogativo è: l’UE giuridicamente è un ente sovranazionale, è vero che non esiste una vera e propria costituzione e questo non va bene, ma nella costruzione di questo “Soggetto” sono state definite regole e comportamenti. Le regole non sono stupide, senza regole vale l’anarchia e senza regole non possiamo far parte di una comunità. Le regole possono esser cambiate, ma se non si cambiano valgono quelle in essere, così come per le leggi.
La manovra di bilancio presentata non è conforme alle regole, anzi, è poco dire che presenta deviazione molto seria alle regole in corso.
Ultima considerazione è che in prospettiva futura il deficit strutturale, che influenza il debito, anziché delineare una traiettoria al ribasso, tenderà ad aumentare , allungando di molto i tempi stimati per la riduzione del debito.
I mercati finanziari, intesi come massa di individui/aziende/enti/stati detentori ed investitori ( prestatori) di capitali, si trovano quindi di fronte ad una Azienda (Stato) che già ha ingenti debiti in essere, che vuol fare spese con soldi che non ha e li chiede nuovamente a prestito.
La domanda che poniamo è: Se voi li aveste, li prestereste? A quale tasso d’interesse ( inteso come Premio a Rischio)? E se già voi foste già tra i creditori ( già prestatori di denaro)che posizione assumereste: dormireste sonni tranquilli o sareste portati a cercare, nei confronti di questa controparte dimostratasi nel tempo già poco seria e adesso anche poco credibile, di rientrare in possesso dei vostri capitali anche perdendoci un po’ vendendo i titoli ora piuttosto che perdere molto o tutto in futuro se la controparte non fosse poi in condizione di rimborsare i prestiti ricevuti?
Ecco quindi che stiamo assistendo ad una vicenda apparentemente senza senso: un Governo del popolo fa una manovra finanziaria a favore del popolo ( al di là della problematica politica di queste ore tra i 2 leader) e la stessa manovra è fonte, prima di essere attuata, della più rapida ed ingente perdita di valore del patrimonio posseduto da gran parte dei cittadini stessi, possessori di titoli di stato ovvero già prestatori al proprio paese di risparmi privati.
Entro fine mese usciranno le pagelle sul debito nazionale delle principali aziende di rating, ritenute a torto o a ragione fonti da cui derivano scelte di investimento o meno nei paesi.
La Banca Centrale Europea non può comprare titoli di stato di paesi che non abbiano raggiunto un merito di valutazione B. Il debito italiano è attualmente valutato BB- .
Entro pochi giorni scopriremo se:
1) la manovra sarà in qualche modo cambiata;
2) se il governo crollerà;
3) se saprà imporre le proprio ragioni alla Troika e portare quindi aria e regole nuove tra gli
appartenenti all’UE.
Nel frattempo: buon Spread a tutti, chi non ha timori investa, chi ha timori attenda, chi ha già acquistato faccia buona e saggia scelta.

Rag. Fabrizio Baglini
info@baglinifinanza.it
www.baglinifinanza.it

L’impatto sui cittadini dei nuovi strumenti di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Qualche giorno fa è stata resa nota, tramite TV e giornali, la possibilità per i cittadini di verificare, tramite il programma “Redditest” pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la “congruità” del reddito dichiarato sulla base delle spese sostenute.

Per qualche ora i mass-media non hanno parlato d’altro e commenti di ogni genere sono andati sprecati.

Noi evitiamo  di farne,  proviamo però a spiegare come è stato deciso di combattere il fenomeno dell’evasione fiscale che nel corso degli anni se da un lato ha consentito a taluni d’accumulare maggiore ricchezza personale ( spesso a danno di altri!), ha dall’altro contribuito ad impedire allo Stato d’incassare risorse sufficienti a fronteggiare sia  la copertura di costi legati all’erogazione di servizi pubblici  che la riduzione del Debito Pubblico.

La lotta all’evasione passa oggi attraverso la riformulazione dell’accertamento “Sintetico” che ha obiettivo di verificare i redditi reali del contribuente sulla base dell’osservazione dei suoi effettivi consumi.

L’ Amministrazione finanziaria può quindi determinare “sinteticamente” il reddito effettivo delle persone fisiche sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute dal contribuente nel corso del periodo d’imposta.

Il principio di base è quindi che Il reddito lordo annuo dichiarato deve coprire le spese annue sostenute. Qualora queste siano superiori del 20% rispetto al reddito, il contribuente     può essere chiamato dall’Agenzia delle Entrate a dimostrare ( in una prima fase in modo “informale”) come è stato capace di coprire tali spese.

Se le spiegazioni fornite non risultassero convincenti il contribuente può essere  invitato ad un “contraddittorio” dove,  in base al principio dell’inversione dell’onere della prova, sta a lui dimostrare d’aver fronteggiato le spese sostenute attraverso risorse  già possedute  o tramite redditi “diversi”/”esenti”/”con ritenuta alla fonte” o ” legalmente esclusi dall’imponibile”. Ad esempio interessi percepiti da proprietà mobiliari ( denari investiti in Titoli di Stato/ Obbligazioni bancarie etc. etc.)

Vediamo adesso le 7 categorie di spesa prese a riferimento come indicatori di “ricchezza”:

I redditi interessati sono quelli a partire dal 2009 ( modello 730/2010 o modello Unico persone fisiche 2010 ) e la tabella seguente riepiloga le principali novità rispetto al passato.

In buona sostanza, la circolare Agenzia delle Entrate 25/e del 19 giugno 2012 ha ammesso, per l’ente, la determinazione sintetica del reddito complessivo dei contribuenti con reddito accertabile superiore al 20% del reddito dichiarato. Per comprendere meglio:

Con l’augurio di aver contribuito a fare chiarezza su una tematica tanto discussa, restiamo disponibili a rispondere alle domande/commenti che vorrete porci anche direttamente all’indirizzo mail “info@baglinifinanza.it”.

Rag. Fabrizio Baglini        http://www.baglinifinanza.it/

 

 

La Spending Review del Governo Monti

Nella drammatica situazione economica che il Paese sta vivendo (ndr. “attenzione che il peggio deve ancora arrivare!”) il Governo ha ritenuto necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per circa 4,2 miliardi per l’anno in corso al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere al fine d’evitare l’aumento di due punti dell’IVA per gli ultimi tre mesi del 2012.

Ma qual’è il quadro complessivo della spesa pubblica? Quali gli obiettivi della spending review  in esame?  Quali i criteri di revisione della stessa?

Per aiutarti a saperne di più i pubblichiamo in allegato il documento alla base della nomina del Commissario straordinario Enrico Bondi e dei consulenti governativi Giavazzi/Amato. Buona lettura………        Spending Review 30042012