Gli aiuti alla Spagna indebiliscono Borse, Euro e Btp: come difendere i risparmi??

Il via libera di Ieri dell’Eurogruppo al piano di aiuti per le banche Spagnole non ha tranquillizzato affatto i mercati finanziari. Anzi!

I timori della necessità di nuovi aiuti per il paese e di probabili interventi futuri a favore anche dell’Italia hanno generato ieri sulla Borsa di Milano prevalentemente vendite indistinte su tutti i titoli bancari e anche il mercato dei Titoli di Stato italiani ne ha risentito in modo assai negativo e lo “spread” con il Bund (in merito vds. precedenti articoli) ha chiuso attorno ai 500 punti. Il grafico sotto mette in evidenza come la quotazione del BTP 1 Set 2022 cedola 5,5%, già in tensione dai primi di marzo, nella giornata di ieri (sulla destra del grafico) abbia subito un calo di circa 1 punto.

A fronte di una quotazione finale di ieri a 95,84 ( contro i 100 d’emissione) la ricca cedola lorda del 5,5 ( ritenuta fiscale del 12,5%) non copre in definitiva la minor valutazione in linea capitale. Praticamente il possessore del titolo non solo non sta guadagnando interessi ma perde oggi, malgrado questi, qualcosa sul capitale inizialmente investito.

Fin qui nessun problema, potrebbe obiettare qualcuno. Basta che il pericolo del  “fallimento dello Stato” passi e tutto tornerà normale.

Nel frattempo però in Spagna, oltre a quanto sta accadendo nella società civile ( vds. servizi in TV su scontri tra manifestanti e polizia)  sta accadendo una cosa insolita: il rendimento dei titoli di stato a 5 anni è più alto di quelli a 10, ovvero gli investitori temono di più il fallimento della Spagna più nel medio periodo che nel lungo. Come se i momento del “default” si fosse fatto per quel Paese più vicino!

Non siamo certo in grado di sapere se il “default” ( fallimento ) ci sarà o meno, se riguarderà solo la Spagna ( dopo qaunato in sostanza avvenuto in Grecia) o coinvolgerà anche l’Italia o altri paesi. Come cittadino italiano sono assai preoccupato a fronte di un futuro incerto dove, per almeno alcuni anni, le politiche di rigore imposte dalla Troika (BCE, FMI, UE) ai paesi Europei meno virtuosi limeranno ulteriormente i consumi e contribuiranno a far aumentare disoccupazione e malessere sociale.

Fermo restando riflessioni di carattere umano e sociale, come professionisti del settore finanziario corre l’obbligo di trovare soluzioni in difesa dei risparmi posseduti da chi chiede consiglio. Poichè è in forte crescita il numero di coloro che intimoriti dalle insicurezze sulla tenuta o meno del nostro Paese si muovono in tal senso, ricordiamo  che è possibile per tutti intervenire in aree di mercato/paesi/economie magari un pò lontane ma al di fuori dei problemi che riguardano oggi l’Eurozona.

In sostanza, a difesa dei propri risparmi, è possibile anche per il piccolo risparmiatore capace però di allargare il proprio orizzonte e superare pregiudizi ed abitudini, utilizzare strumenti/prodotti finanziari  facilmente reperibili negli istituti bancari che consentono di muoversi, almeno in questa fase, nella direzione indicata sopra. Strumenti affidabili che non creanoi  patemi d’animo legati all’andamento dello “spread” e che hanno sostanzialmente nel tempo regalato soddisfazioni all’acquirente.

Tratti da siti web pubblici, autorevoli ed attendibili in merito ai contenuti delle loro pubblicazioni, ecco l’esempio dell’andamento storico di uno di questi in cui l’investitore si pone come prestatore di denaro ( strumento operativo nel comparto  ” obbligazionario” ).

o come questo dove l’investitore si pone come acquirente di quote di società ( strumento operativo nel comparto “azionario”)

Come sempre disponibili a rispondere alle Vs domande/commenti/osservazioni anche inviate direttamente all’indirizzo mail “info@baglinifinanza.it” , cordialmente salutiamo.

Rag. Fabrizio Baglini     http://www.baglinifinanza.it/

BCE taglia i tassi allo 0,75%. Buona o cattiva notizia?

Mario Draghi, numero uno della BCE ha deciso di tagliare di 0,25% i tassi d’interesse  dell’Eurozona allo 0,75% dal precedente1% dove si trovavano dall’inizio dell’anno.

Adesso i tassi ufficiali di riferimento nei paesi più sviluppati nel mondo sono i seguenti:

Federal Reserve ( USA )                        0,25

Bank of England                                      0,50

Bank of Japan                                          0,10

Swiss Central Bank                                 0,00

Sveriges Riskbank ( Svezia )                  1,50

mentre quelli dei paesi ancora definiti “emergenti” sono 

Reserve Bank of Australia                       3,50

Bank of China                                           6,30

Bank of India                                             8,00

Banco Central do Brasil                           8,50                       

Central Bank of Russia                            8,00

con attuale generalizzata tendenza al ribasso in quanto anche in queste aree, dopo anni di continua crescita economica sta cominciando a farsi sentire la crisi economica  internazionale in corso, come ormai noto a tutti nata negli USA, trasferitasi prevalentemente in Europaben  e ben rappresentata dai tre grafici che seguono. Essi mostrano come nell’ultimo periodo siano  decisamente in ribasso gli investimenti  nel bene rifugio per eccellenza (almeno per noi italiani), ovvero nel settore immobiliare.

 Il primo grafico rappresenta uno scenario ampio

Il secondo  rappresenta lo scenario  Europeo

il terzo rappresenta l’ammontare complessivo dei noli (affitti) di navi mercatili atte al trasporto merci in container ( dati presi dai 24 porti commerciali più grandi nel mondo)  – denominato Baltic Dry Index – . Si noti di quanto si sia ridotto rispetto a 5 anni fa il quantitativo delle merci scambiate via nave sul pianeta.

 Il quadro d’insieme non lascia spazi a dubbi:  è in corso una recessione di grande portata, causa di crescente disoccupazione. Minor investimenti ( anche solo nell’immobiliare) si traducono in minor posti di lavoro e minor posti di lavoro si traducono in una crescente disponibilità del disoccupato ad accettare occupazioni a minor retribuzione e spesso in “nero”. A discapito sia dello stato “sociale” che delle “casse pubbliche” dei singoli paesi.

Giusta quindi, anche se, da sola e nel breve periodo purtroppo non risolutiva la questione,  la mossa del neo presidente della BCE, tesa ad adottare politiche di sostegno all’economia( atteggiamento diverso rispetto a quello tenuto in precedenza dal suo precedessore Trichet – e non si ancora capito perchè costuti badava solo a tenere sotto controllo l’inflazione!-), cercando di stimolare i consumi privati attraverso un minor costo del debito bancario cosa che in teoria dovrebbe consentire a tutti coloro che hanno finanziamenti in essere ( mutui/prestiti/leasing) di pagare rate inferiori a quelle passate e  disporre quindi in futuro di  un maggior risparmioda destinare a consumi ed invogliare chi non  ha finanzaimenti in corso ad acquistare beni anche attraverso il ricorso al sistema creditizio a   bassi costi. (ndr. augurandoci che le Banche si rendano a breve disponibili a concedere credito!)

Certo, per i detentori di risparmi, la remunerazione degli stessi, se tenuti in c/c, libretti postali, conti deposito, Titoli di Stato a breve/medio termine (BOT/CCT ect) dovrebbe diminuire ulteriormente ( almeno se le manovre Monti ect. ridaranno maggior credibilità al nostro paese! – vds precedenti articoli -). E questa per coloro è una cattiva notizia!

Per coloro che hanno investito in attività finanziare diverse da quelle sopraindicate e per coloro che stessero pensando di sfruttare una possibile quanto probabile futura fase di stabilizzazione dell’economia (l’augurio e quantomeno d’obbligo!) con conseguente ritorno di crescita, la notizia potrebbe essere vista in maniera favorevole. I mercati azionari, statisticamente hanno sempre trovato giovamento da politiche monetarie “accomodanti” e le quotazioni dei listini Europei espressi nel loro insieme dall’indice STOXX50EUR evidenziano  livelli ( nel senso di “quotazioni storiche statisticamente medio basse”- vds. precedente articolo “…….Fare scelte consapevoli” ) interessanti per chi volesse  intervenire in acquisto con logica d’investimento a medio/lungo termine.

Disponibile come sempre a risporndere ai Vs commenti/richieste ( anche in forma privata scrivendo all’indirizzo mail info@baglinifinanza.it), cordialmente saluto.

Rag. Fabrizio Baglini – www.baglinifinanza.it