Spread in calo e Borse in rialzo: fino a quando?

Nel precedente articolo pubblicato i primi di agosto indicavamo come in assenza di dichiarazioni di politici e banchieri i mercati Europei ed Usa si erano orientati al rialzo.

Attraverso la rappresentazione grafica dell’andamento degli stessi indicavamo quali potevano essere gli scenari a breve: target (livelli) raggiungibili ed in particolare le soglie da non violare al ribasso (supporti).

Le indicazioni si sono rivelate sostanzialmente corrette e a distanza di circa un mese  le recenti dichiarazioni di Mario Draghi  ( giovedì 6 ) al termine della meeting della BCE hanno spinto gli investitori ad acquistare sia i Titoli di Stato dei paesi periferici dell’area Euro che azioni.

Le dichiarazioni hanno favorito soprattutto la ripresa delle quotazioni dei titoli bancari e finanziari quotati nei vari mercati Europei ( in particolare Italia e Spagna), quotazioni  penalizzate nell’ultimo anno sia a seguito   dei minor utili che gli istituti bancari hanno conseguito, causa la crisi economica in corso, nella loro “gestione caratteristica”, sia dal timore che eventuali defualt dei Paesi periferici zona Euro, quindi la perdita di valore sui titoli di Stato dagli stessi istituti direttamente posseduti, provocassero ulteriori perdite negli attivi di bilancio.

Il rialzo degli ultimi giorni è avvenuto pur in assenza del parere favorevole della Corte Costituzionale Tedesca sulla legittimità sul Fiscal Comact/ESM, accordi e procedure  che se approvate definitivamente da tutti i paesi membri dell’area Euro, produrrebbero effetti positivi a favore dei paesi attualmente in difficoltà finanziarie o che verrebbero a trovarsi in tale situazione in futuro, attraverso una sorta di “socializzazione” dei debiti pubblici dei paesi Euro.

Ma questo rialzo durerà? Fino a quando?

Pur cosiderando che  le previsioni sono sempre pronte ad essere smentite, in particolare nel mondo della “finanza” è sempre grazie all’ausilio dei grafici che è possibile fare ipotesi, partendo come sempre da ciò che avviene negli USA.

Il grafico sotto riportato, aggiornato ad ieri 7 settembre

mostra il tentativo dell’indice SP500 USA di superare il livello di 1400 punti contro cui il mercato ha sbattuto sia nei primi mesi del 2008 ( ante crisi mutui subprime) sia a fine marzo inizio aprile e fine agosto anno corrente. Negli Usa ci saranno a breve le elezioni e la storia dimostra che con in attesa del verdetto popolare i mercati mantengono quantomento i livelli raggiunti. Il superamento del livello attuale potrebbe addirittura proiettare l’indice  verso i massimi di sempre, anno 2007 valore indice 1550. Circa un 7% più in alto di adesso.

Ciò potrebbe costituire un traino alla ripresa dei mercari Europei, che ancora non hanno raggiunto i massimi conseguiti a fine marzo inizio aprile scorso (2600 punti)

e a differenza di quanto è avvenuto negli USA sono assai distanti dai massimi conseguiti nel 2007

Nei primi giorni della settimana è’ quindi probabile un proseguimento del trend rialzista con primo target a 2700 punti ( già citato nel precedente articolo) e uno successivo vicino ai 3000. E’ probabile che ciò avvenga anche in tempi stretti, magari nel caso in cui anche la Germania dovesse pronunciare il suo SI al fiscalcomnpact/ESM. Ma attenzione, i dati economici rimangono negativi e a fronte di un NO dei tedeschi potremmo vederne delle belle!

Come sempre disponibile a rispondere a domande, anche privatamente scrivendo all’indirizzo mail “info@baglinifinanza.it “, auguro buona ripresa delle attività lavorative e buon anno scolastico a tutti gli studenti.

Rag. Fabrizio Baglini   www.baglinifinanza.it