L’impatto della manovra fiscale sui risparmi dei cittadini

Approfittiamo del “nulla di fatto” di questa settimana sui mercati finanziari ( “Spread” sotto controllo e “Borse” ancora in fase “laterale” – rimangono comunque valide le indicazioni espresse dal precedente articolo!  – ) per aiutare a comprendere quali sono gli impatti sui risparmi dei cittadini a fronte dei provvedimenti legislativi attuati nel corso dell’anno passato ( DL 138/2011 detto “Manovra di ferragosto” e DL 201/2011 detto ” Manovra Monti”).

Probabilmente non tutti tra voi hanno prestato adeguata attenzione alla questione che, dal canto suo ha ed avrà un certo peso  sui risparmi delle famiglie sia in termini “impositivi” sia di teorica “allocazione ottimale” degli stessi sotto il profilo di  benefici legati alle  diverse aliquote fiscali.

Nelle tabelle che seguono vengono indicate:

– le imposte ( in percentuale) cui sono soggette le plusvalenze( differenza tra capitale realizzato e  capitale investito – al netto degli interessi maturati -) eventualmente realizzate per categorie di strumenti/prodotti finanziari

 

 

 

 

 

 

 

(*) per i piani di risparmio a lungo termine manca ancora la normativa di riferimento

 

la decorrenza delle disposizioni

le  tipologie di prodotti di risparmio/investimento soggette ad imposta di bollo

 

l’incidenza della stessa sul risparmio posseduto ( la tabella evidenzia anche il primo intervento sulle aliquote adottato l’hanno scorso e normativamente rimasto valido per soli pochi mesi)

 

 

 

 

 

 

 

 

(*) i depositi titoli rimasti accesi ma senza titoli in essere non pagano imposta

un prospetto riepilogativo delle trattenute che gli istituti di credito effettueranno dal 31/12/2012 

 

Da quanto emerge dalle tabelle sopra esposte risulta chiaro lo sforzo del governo per favorire gli investimenti finalizzati alla sottoscrizione di strumenti di previdenza complementare (gravati sulle plusvalenze che verranno realizzate solo dell’11%) e a sostenere il debito pubblico favorendo l’acquisto di Titoli di Stato  sulle cui plusvalenze  incide l’aliquota del  12,50%  contro le altre forme di risparmio/investimento soggette ad aliquota 20% su eventuali plusvalenze.

Un caso a parte è rappresentato dalle polizze Vita con sottostante una Gestione Separata,  più comunemente conosciuta come quella a  “rendimento minimo garantito”. In questa caso per determinare l’imposta occorre prima calcolare l’aliquota da applicare sulla base della quantità di titoli posseduti all’interno della gestione suddivisi tra :

– ammontare di titoli di stato e similari   /  ammontare titoli diversi ( esempio:  obbligazioni bancarie) su cui grava aliquota 20%.

Restiamo come sempre disponibili a rispondere ai Vostri commenti  e domande anche inoltrate direttamente all’indirizzo mail “info@baglinifinanza.it”  ed auguriamo buon primo vero w.e. d’autunno a tutti.

Rag. Fabrizio Baglini  http://www.baglinifinanza.it/

 

 

 

 

 

 

 

“Spread” sui 350 e Mercati in laterale, Draghi non basta più!

Super Mario Draghi,  dopo aver operato nella direzione di favorire i Paesi dell’Euro in affanno sul fronte dei costi per il finanziamento del debito pubblico consentendo il parziale rientro degli “spread” dei titoli spagnoli ed italiani  rispetto agli equivalenti tedeschi, pare non basti più!

Sebbene il mercato abbia apprezzato il suo impegno come evidenziato nel grafico soto dal recupero delle quotazioni ad esempio del 

 

 

 

 

 

tornato a quotare attorno al prezzo di emissione, fatto assai consolante rispetto alle ansie e paure dei mesi scorsi circa l’ipotesi, ad oggi scongiurata, di default del nostro paese, da metà settembre l’ondata di entusiamo per lo scampato pericolo sembra essersi affievolita.

Nell’ultimo articolo pubblicato  ci domandavamo  fin quando sarebbe potuto durare il rialzo che ha accompagnato le dichiarazioni che il principale esponente dell’Eurotower aveva rilasciato nella prima settimana di settembre, a quali livelli sarebbero potuti arrivare i mercati USA ed Europa.

Per l’SP500 (USA) avevamo dichiarato come il superamento del livello 1400 avrebbe potuto dare il là ad un rialzo sino i 1550 punti ( massimo storico del 2007) e che se questo fosse avvenuto anche i mercati europei sarebbero potuti salire e far raggiungere almeno il livello di 2700 punti al ESTX50 (Europa).

Suggerivamo altrettano di porre adeguata attenzione in caso di rottura rispettivamente dei livelli 1400 e 2450.  Sono passate alcune settimane ed ecco cosa è successo:

ovvero niente, sostanzialmente niente!

Ma se  negli States tra 20 gg. circa ci saranno le elezioni e quindi il mercato in questa fase non dovrebbe subire correzzioni particolari anche perchè gli ultimi dati economici hanno evidenziato una leggere ripresa, in Europa il ritorno dei problemi sulla situazione finanziaria Greca, la pessima situazione economico/finanziaria Spagnola, la mancata definizione della Vigilanza Bancaria unica alla BCE e le problematiche relative alla negativa congiuntura italiana, potrebbero giocare un ruolo “pesante” per i listini Euro. 

Manteniamo dunque sia la calma che le posizioni ma aumentiamo il livello d’attenzione pronti ad intervenire in caso di rottura al ribasso dei livelli (“supporti”) in precedenza indicati.

Come sempre pronti a rispondere ai vostri commenti  o domande indirizzate a: ” info@baglinifinanza.it”, auguriamo buone strategie!

Rag. Fabrizio Baglini    http://www.baglinifinanza.it/