Il “bis” di Obama, le risposte dei mercati, il futuro che verrà!

La settimana scorsa è stata caratterizzata dall’esito elettorale USA e dalla reazione dei mercati  alla nomina del  presidente. Obama è risultato vincitore ma  i mercati si sono messi al ribasso chiudendo la settimana attorno a valori che come più volte indicato in precedenza rappresentano “supporti”. Perché i mercati hanno reagito in tal modo considerato che negli ultimi 4 anni, sotto  la  guida “Democratica”, il listino  americano ( S&P500) è cresciuto di circa il 70 %?.

Le ipotesi formulate dagli operatori sono diverse ma poiché in finanza le stesse vengono spesso smentite da accadimenti successivi,  ci asteniamo da formularne una nostra e ci limitiamo a suggerire a prestare grande attenzione ai movimenti dei listini della settimana entrante. Abbandonare al ribasso  gli attuali livelli degli indici potrebbe innescare una violenta correzione dei listini, la tenuta dei valori attuali potrebbe viceversa dare il là al proseguimento del trend rialzista in corso dalla fine del 2008.

Il grafico che segue mostra chiaramente le ” prese di beneficio” sul listino USA a far data proprio dal 6 novembre

I listini Europei dal canto loro non hanno saputo fare diversamente e anch’essi si trovano su livelli di “guardia”.

L’ Eurozona sta peraltro evidenziando una “convergenza al ribasso” tra le economie del “nucleo” e le zone “periferiche” dal momento che l’attività economica della Francia e Germania  è purtroppo in fase di indebolimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

trend confermato mercoledì scorso dal presidente della BCE M. Draghi: “ la Germania ha fino oggi in gran parte isolato alcune delle difficoltà presenti in altri paesi della zona Euro ma gli ultimi dati suggeriscono che queste difficoltà stanno iniziando ad incidere l’economia tedesca”.

Nel frattempo Goldman Sachs, nota principale istituzione finanziaria internazionale  presso cui in passato hanno operato con diverse cariche lo stesso Draghi e il presidente Monti, ha pubblicato le loro previsioni per il livello di PIL per nazione per il “mondo che verrà, ovvero per il 2050 ( 38 anni in futuro ). Per molti di noi la questione sarà ininfluente, non ci saremo……. , ma è interessante vedere chi guiderà il pianeta dal punto di vista economico quando i nostri bambini oggi  saranno in età adulta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sorprende vedere la Cina in prima posizione o l’India in terza, fa  male però vedere Russia, Indonesia, Nigeria, Turchia, Egitto davanti all’Italia.

In merito alla ricchezza pro-capite il grafico che segue ci vede in 9° posizione ma è strano osservare la Russia davanti all’Italia quando attualmente il PIL pro-capite nazionale è quasi doppio rispetto a quello Russo e non esultiamo per essere ancora davanti ad altre nazioni oggi ancora definite “emergenti”, il divario in termini numerici circa la popolazione residente è talmente ampio da toglierci qualsiasi  entusiasmo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come sempre disponibili a rispondere a Vs commenti/domande anche inviate direttamente all’indirizzo mail “info@baglinifinanza.it” auguriamo buona settimana.

Rag. Fabrizio Baglini   http://www.baglinifinanza.it