Mercati azionari ad un bivio: lenta ripresa o brusca discesa?

Dopo aver raggiunto i rispettivi massimi storici a livello 1670 la Borsa USA  e a livello 8400 la Borsa Tedesca, come da manuale entrambe hanno fatto registrate nel corso delle ultime 3 settimane una “naturale” correzione che ha portato gli indici a ridosso dei precedenti massimi ( vds. ultimi articoli pubblicati)

La settimana si è chiusa quindi con l’SP500 a livello 1590

contro i precedenti massimi (in precedenza definiti in gergo “resistenze”, mentre adesso che sono stati superati, “supporti” -) a quota 1560.

Il Dax ha chiuso a livello 7790 

contro i precedenti massimi a livello 8000

mentre Londra a terminato la settimana a livello 6116, dopo aver ritoccato  ma non superato a 6700 i massimi fatti registrare nel 2007ed avvicinandosi a livello 6000 che come ben si evince dal grafico sotto costituiva il “supporto” nel 2007 ed una “resistenza” nel periodo GI ’10 – SE ’11.

I mass media hanno “giustificato” i recenti ribassi dovuti alle affermazioni del presidente della FED ( Banca Centrale Americana) in merito al termine, a fine 2014, della politica monetaria da supporto del sistema economico americano (cd. Quantitative Easing – in parole semplici stampa di moneta finalizzata all’acquisto di titoli del  debito USA).

A nostro parere il movimento al ribasso  era inevitabile: chi segue i mercati seguendo l’Analisi Tecnica sa bene che i mercati, ogni volta che rompono al rialzo i precedenti massimi, ritornano generalmente in breve-medio periodo su di essi. Lo si nota bene esaminando attentamente i grafici sopra.

Quindi , fin qui, niente di particolare, nessuna paura:  “era nei numeri!”.

Adesso però la partita si fa interessante: cosa accadrà nel prossimo futuro? Quali posizioni prendere? Usciamo/ alleggeriamo le posizioni sull’azionario o rimaniamo fermi magari le rafforziamo pensando ad  una ripresa del trend rialzista?

Esaminando i dati sopra riportati e la chiusura di ieri ( 21 giugno) in positivo di Wall Street dopo una giornata trascorsa con tutti gli indici in negativo, possiamo soltanto affermare che non è ancora avvenuta la rottura al ribasso dei relativi “supporti” e che proprio il recupero nel finale dell’SP500 potrebbe essere il punto di svolta per una lenta, graduale ripresa dei listini ( Usa e Germania) di nuovo verso i livelli di massimo storico recentemente raggiunti.

Certo è che la rottura al ribasso dei supporti favorirebbe un deciso movimento al ribasso, quantificabile in prima battuta nel classico 8%10%  ovvero livello 1400 per SP500, livello 7000 per il Dax, livello  5500 per Londra.

Per chi volesse provare a cogliere opportunità di guadagno al ribasso vale quanto scritto nell’articolo di fine febbraio in previsione dell’esito elettorale Italiano, ovvero l’utilizzo di strumenti quali ETF  “SHORT”, con “leva” o meno, raccomandando tuttavia gli stessi ad un pubblico consapevole dei rischi derivanti da tali strumenti.

Siamo pronti quindi ad invertire le posizioni da rialzo a ribasso, nei prossimi 2 /3 giorni i segnali dagli USA ci faranno capire cosa fare!

Discorso a parte la borsa di Tokyo, dopo la splendida cavalcata dei primi mesi dell’anno ha subito forte correzione. Riteniamo anch’essa “naturale” e, a chi dovesse avere ancora in portafoglio posizioni aperte su quel mercato ( magari dopo aver acquistato in base alle ns indicazioni di fine 2012!) diciamo di stare calmo. Sta guadagnando sempre un bel po’ di soldi ( +40% circa – vds grafico sotto – ), fissi il limite per uscire a 12600 ( in caso di ripresa del ribasso ) e provi a lasciar correre al rialzo almeno sino a 15500.

Della Borsa Italiana a questo giro non parliamo: poco da dire, scenderà più delle altre se i “supporti” di cui sopra saranno rotti, riprenderà a salire se riprenderà la salita di SP500 e DAX

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Fabrizio Baglini      http://www.baglinifinanza.it