Crisi Cinese, tassi USA e Volkswagen. Manca ancora qualcosa all’appello?

Quasi profetici a fine luglio ci domandavamo se il mese d’agosto avrebbe dato direzionalità ai mercati; così è avvenuto.  Decisamente al ribasso!

Difficile immaginare  come regalo di Ferragosto  la svalutazione dello yuan contro dollaro e comunicati del governo cinese in merito al forte rallentamento della loro economia, ma ciò è stato. Da lì il mercato ha preso la direzione al ribasso. Chi ha seguito le nostre indicazioni in merito ai supporti (es.  vendere se S&P500 va sotto i 2000 punti!) e ha tempestivamente liquidato, alla rottura al ribasso degli stessi, le posizioni azionarie in essere, può non solo dichiararsi salvo, ma pronto adesso per cominciare a rientrare in gioco!

Chi non lo ha fatto,  ha visto poi scendere rapidamente le quotazioni a seguito sia del mancato ufficiale rialzo dei tassi d’interesse USA, il 17 settembre,  giustificato con la necessità di capire bene se fosse in momento giusto per farlo data l’incertezza economica ancora in essere a livello internazionale, che del successivo scandalo ” emissioni” della principale casa automobilistica tedesca ed europea, azienda principe e faro economico della Germania. Chi non lo ha fatto, adesso si sta leccando ferite aperte.

Visto le sorprese di cui sopra ci  poniamo ironicamente l’interrogativo  in oggetto.

Ma questo è e non c’e altro da fare che cercare di capire dove i mercati termineranno la loro folle quanto rapida corsa al ribasso.

Prima di provare a farlo anche per dare risposta ai tanti lettori che sono purtroppo rimasti imbrigliati nella rete dei ” ribassisti” e che chiedono lumi sul da farsi per cercare di ridare valore al  portafoglio, analizziamo i grafici a fine mese settembre dei principali mercati.

 

Partendo dall’S&P500 Usa notiamo che malgrado l’indice sia ancora pressoché sui massimi storici, la correzzione avvenuta ha portato l’SP a valore 1870 (supporto a 1865) e l’indicatore RSI in prossimità di livelli di “ipervenduto” .

In Europa il l’EST50EUR ( indice “d’insieme) si è posizionato in prossimità del “supporto” dei 3000 punti

La borsa tedesca, condizionata dallo scandalo “emissioni” ha toccato il “supporto di 9.500 punti

La nostra ha fatto un doppio minimo intraday  a 20500 punti

la cinese che in 3 mesi ha vanificato il costante rialzo durato 6 mesi dal dicembre 2014 sta testando ora il supporto dei 3000 punti.

 

Ci troviamo quindi in una fase in cui tutti i listini hanno corretto in modo deciso a seguito sia delle notizie macroeconomiche deludenti rispetto alle attese che ad eventi quali lo scandalo Volkswagen, che all’apparente incapacità delle banche centrali di riuscire a governare la tendenza deflazionistica in corso. Un fine estate/inizio autunno in cui sostanzialmente il pessimismo  fa da padrone assoluto.

Bene, partendo proprio dalla presenza di questo tipo di “sentiment”, tenuto conto del fatto che i mercati si trovano tutti su “supporti” significativi, noi decidiamo oggi di cominciare a riprendere posizione sui mercati, puntando in primis su Europa ed Usa, cominciando ad riacquistare un po’ di “commodities” e in piccola parte, per ora,  anche sulla Cina.

Dandovi appuntamento al prossimo ns articolo  restiamo come sempre disponibili a rispondere alle vostre richieste mail indirizzate a “info@baglinifinanza.it”.

Per esigenze di colloquio/ definire appuntamenti con nostro staff, potete anche chiamare il 335 6062559.

A presto.

 

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