” DAZI O NON DAZI”, QUESTO E’ IL PROBLEMA!!

C’eravamo lasciati a fine anno con un TRUMP esuberante ma ancora poco incisivo ( in negativo!) sui mercati finanziari. Deve aver così pensato a come dare una smossa al dolce salire dei listini riuscendo finalmente nell’intento!!
Premesso che, rispetto al suo dogma “America first”, il presidente USA ha buone ragioni nell’aver elevato i dazi su alluminio e acciaio cinese, è chiaro che questa mossa, cui ha proprio ieri risposto il governo Cinese, ha prodotto e probabilmente produrrà ulteriori mutamenti nel quadro negli scambi commerciali internazionali. E l’incertezza è padrona delle vendite sui listini e del conseguente aumento dell’indice di volatilità che dopo aver raggiunto nel febbraio scorso livello 35 si attesta ancora sopra i venti punti.

Un ritorno al di sotto di questo livello porterebbe l’indice verso verso i 10 e l’altra parte della medaglia sarebbe la ripresa delle quotazioni dei listini che da inizio anno, dopo il rally in gennaio perdono adesso tra i 3 e il 7%.
Sia ben chiaro, “l’inverno” di cui parlavamo nella scorsa pubblicazione non è questo, noi abbiamo ridotto l’esposizione azionaria in attesa di discese ben più significative, pertanto ad oggi ce ne stiamo fermi ad aspettare.
A dire il vero, la discesa dei listini potrebbe accelerare anche molto presto, anche nel giro di questa settimana…. A livello tecnico la rottura al ribasso del livello 2.580,00 punti dell’SP500 causerebbe probabilmente una notevole accelerazione degli eventi.

Al momento quello che per ora sorprende è come a fronte di perdite di oltre 5 punti % degli indici USA, i listini Europei stiano reagendo con relativa scarsa emotività; siamo tuttavia convinti che il permanere della negatività su New York porti presto tuoni e fulmini anche da questo lato dell’Oceano.

La partita tra tori ed orsi che si sta combattendo in questi giorni sui “supporti” dei mercati vedrà un vincitore che al momento resta ancora sconosciuto; diversi player di mercato, tra cui le più importanti SGR/SICAV operanti sul mercato internazionale hanno ancora vieuw positive sula crescita economica affiancata da un’inflazione si in ripresa ma in misura tale da non preoccupare oltremodo gli investitori.

IL quadro domestico è in stand by, l’esito delle elezioni era più o meno scontato e i 22.000 punti dell’indice FTSEMIB rappresentano per ora una base significativa su cui rimbalzare……nei prossimi giorni capiremo però verso quale tipo di governo andremo ( se ci andremo ) e quello sarà il momento in cui prendere, in un verso o nell’altro, posizione.

Al momento noi restiamo a guardare: se l’SP500 rompe il supporto suindicato, azzeriamo le posizioni azionarie o inseriamo Etf short a copertura, se constateremo una tenuta del supporto con un Vix orientato al ribasso torneremo invece ad incrementare fino al 50% l’asset azionario, privilegiando paesi emergenti ed Europa.

Rag.
Fabrizio Baglini
www.baglinifinanza.it

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