Bot a ZERO, BTP decennale a 1,40, MIB tra 22500 e 24000 punti. Siete pronti per i 30000??

“Immagina… puoi” è lo slogn di una pubblicità dei nostri tempi.

Immagina.. puoi, lo scriviamo noi. Si, perché non immaginarsi il FTSEMIB a quota 30.000? Non costa niente farlo. Scriverlo sicuramente sì, almeno una brutta figura con voi, cari lettori, ma fa parte delle regole del gioco per chi fa il nostro mestiere. E poi ne abbiamo visto fare di quelle ai  “Grossi Calibri” del settore!!  Dovesse accadere, perdonerete anche noi…..del resto fino ad oggi vi abbiamo guidato alla grande!!!!!!

Breve promemoria: dicembre 2012 puntare su Giappone ( Nikkey a 7500 punti) ed Europa ( Eurostock a 2635 punti) , settembre 2013 puntare su Cina ( Shanghai a 2.200 punti), dicembre 2014 puntare su Mosca (Rtsi a 800 punti). Date un’occhiata ai valori attuali, esaminando i grafici sotto riportati:

E allora perché non immaginare il FTSEMIB a quota 30000, diciamo per la metà del 2016!

Troppo ottimisti?  Può essere, tuttavia proviamo ad immaginare che dopo la correzione di questi ultimi 15 giorni il mercato italiano consolidi la sua base (“supporto”) a 22500 e che il Dax non vada sotto gli 11000 ( ” 1° livello intermedio supporto – l’altro, il fondamentale per tenuta ciclo rialzo, a quota 10.000″)

e che si riesca a superare quota 24.000. Da li, cari lettori la strada è libera, i 30.000 diventano possibili!!! Non credete, guardate sotto!

Siamo convinti che ciò possa realizzarsi, l’ipotesi da qui a giugno 2016 forse è un pò azzardata ma se la problematica divenuta “mensile” del debito Greco in qualche modo verrà superata abbiamo davvero la possibilità di vedere l’indice della borsa italiana a quel livello. Certo, le variabili son tante: stabilità geopolitica, tenuta del mercato americano ed una ripresa economica complessiva dell’area Euro  ( ma l’Euro debole e i crescenti consumi nei Mercati Emergenti asiatici  dovrebbero darci una mano in tal senso!).

Non dimentichiamoci l’assenza di rendimento nelle attività finanziarie a minor rischio, una parte di queste prima o poi finiranno per essere investite in azioni o fondi bilanciati/azionari.

E allora forza e coraggio e chi ha tempo non aspetti tempo o di sentir dire alla TV che la borsa va bene per decidersi a comprare. Assistito da professionisti, ovviamente!

Il “chi fa da se fa per tre” in questo settore non è sempre la cosa migliore!!!!!

Sempre disponibili a rispondere ai vostri quesiti tramite “info@baglinifinanza.it”, salutiamo

Fabrizio Baglini – www.baglinifinanza.it –

 

Mercati in rialzo nei primi due mesi 2015. Tassi quasi a “zero” per chi non ha scelto d’avere a fianco un professionista!

Terminati i primi due mesi del 2015 ci fermiamo un attimo per fare il punto della situazione.

Nell’articolo di dicembre scorso suggerivamo di privilegiare la componente azionaria rispetto a quella obbligazionaria  e le motivazioni alla base del nostro pensiero erano chiaramente state espresse.  Trascorsi 2 mesi da allora possiamo al momento affermare di averci visto bene: tutti i mercati azionari sono in buon guadagno, perfino la borsa di Milano, tornata a livelli di maggio scorso 22.250 punti circa.

La borsa tedesca è sui massimi di sempre

Londra è a ridosso dei massimi storici e sta provando a superarli ( vedremo se ce la farà al primo tentativo!)

Gli USA sono “sospesi in volo” da un po’ di mesi

La borsa Giapponese continua la fase di ripresa e ha superato la resistenza che avevamo fissato a 18.000: A proposito: nel dicembre 2012 suggerivamo di investire  sul Giappone perché era a una vera opportunità: stiamo aspettando regali da coloro che  hanno seguito le nostre indicazioni!!!  Chi non l’ha fatto? Problemi suoi!

La nostra scommessa sulla Cina sta risultando azzeccata

Ci aspettiamo che la crescita possa continuare, trainata da politiche monetarie ancora “accomodanti” da parte delle banche centrali ( non ultima la BCE che finalmente pare possa godere di maggiore autonomia d’intervento), di aspettative di ripresa effettiva dell’economia mondiale ed infine del fatto che sempre maggior numero di risparmiatori detentori di strumenti finanziari tradizionali ( BOT, BTP, Obblig. bancarie, buoni postali) si troverà a scegliere se diversificare i propri risparmi su strumenti diversi.  Questo perchèé chi ancora va alla ricerca di rendimenti “certi e sicuri” investendo in strumenti finanziari tradizionalmente ritenuti “privi di rischio” non trova più soddisfazioni. Di seguito tabella riepilogativa dei rendimenti lordi dei titoli governativi a 10 anni emessi da Europei.  la colonna “Ultimo” rappresenta il rendimento lordo!!!

Signori risparmiatori clienti di poste e banche tradizionali: sveglia!!!!

Noi siamo a disposizione per aiutarvi a trovare soluzioni adeguate per investire i vostri risparmi e soddisfare le vostre esigenza di natura assicurativa/previdenziale:

Lo facciamo dopo un’attenta analisi della vostra situazione economica/patrimoniale e un check up specifico. Noi non vendiamo prodotti, diamo soluzioni immediate ed assistenza continua nel tempo.  A voi scegliere se essere compratori di prodotti o compratori di sapere ed assistenza.

Una correzione dei listini è da mettere in conto. Chi ci segue sa come operiamo quindi al momento alleggeriamo di 1/3 le posizioni su  tutti i mercati, mettiamo i guadagni in liquidità ed aspettiamo. Se, seguito correzione i listini tornano su supporti e questi tengono ricompriamo, se non tengono, vendiamo tutto.

Supporti: Dax 10.000 – Londra 6.500 – SP500 2.000 – Tokyo 16.000 – Milano ( se supera 22.450 obiettivo 24.000 !) 20.000.

Ci trovate come sempre scrivendoci a “info@baglinifinanza.it” pronti a dare risposte o a ricevervi nei nostri uffici. Stiamo peraltro organizzando un incontro  per la metà di marzo presso gli uffici UBI BANCA P.I. – Viareggio – via Fratti 616 – . Chi interessato a partecipare ci scriva ed avrà informazioni precise e puntuali.

Rag. Fabrizio Baglini   – www.baglinifinanza.it

 

 

 

Risultati 2014 e prospettive di investimento in un contesto economico”nebuloso”

“E anche quest’anno ce lo siamo levato dai c……i!” sarà certamente una delle frasi che nella serata del 31 potremo sentir pronunciare; anche quest’anno guardiamo cosa è successo, cosa abbiamo sbagliato, cosa fatto bene ( previsto bene!).

A conti fatti la prima metà dell’anno è filata via senza intoppi, a fine 2013 avevamo puntato sull’Europa e sul Giappone, legger  sugli Usa ( mercato correlato a quelli europei) e sugli emergenti.

I listini europei chiudono sostanzialmente l’anno con performance deludenti ma, l‘aver saputo estrarre performance lavorando tra supporti e resistenze ci ha permesso di conseguire risultati assai migliori rispetto a quanto sarebbe stato ottenuto da un posizionamento statico sui listini .

La borsa Giapponese ha traguardato l’ambizioso target dei 18000 punti ( target da noi individuato).

Tra i mercati emergenti, anche in corso d’anno,  prospettavamo una potenziale positiva performance dalle borsa cinese e ciò è avvenuto; in merito alle valute dichiarammo che l’Euro era sopravvalutato rispetto al $USA. Avevamo visto bene!.

Ci dichiariamo quindi sostanzialmente  “soddisfatti” malgrado i mercati Usa abbiano performato meglio di quanto da noi ipotizzato.

In riepilogo vediamo che su base annua:

l’indice delle 50 aziende europee più capitalizzate è cresciuto di solo 1,70 punti percentuali

La borsa Tedesca è cresciuta  del 2,6%

Londra ha chiuso con un calo del 3,20%

quella italiana con un modesto + 0,70%

 

la borsa giapponese è salita del 8,5%

 

quella cinese del 50%

quella Usa del 13%

su dati economici in continuo miglioramento e favorita da tutti gli interventi di politica monetaria attuati dalla Fed, al contrario dei soli “annunci” fatti in corso d’anno, nei momenti di maggior criticità, da parte della BCE.

Per il prossimo anno, malgrado tutte le incertezze in corso ( Grecia su tutte), privilegiamo ancora investimenti azionari, conosciamo ormai supporti e resistenze e ci muoviamo di conseguenza. A livello settoriale , settore salute e benessere, alimentare di largo consumo paesi asiatici, tecnologia. Aumentiamo inoltre il peso delle materie prime giunte a livelli molto convenienti.

E ci togliamo lo sfizio di pronosticare una netta ripresa della borsa Russa

azzardiamo troppo?

Auguriamo a tutti i nostri lettori uno strepitoso 2015 e chi tra loro lo volesse potrà presentarsi domani ore 16,00  in via A. Fratti 616 – Viareggio – presso  UBI Banca P.I. – dove il sottoscritto presenzierà per un cordiale brindisi di fine anno con colleghi, clienti e utenti del nostro sito.

 

Rag. Fabrizio Baglini

per mail:   info@baglinifinanza.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Draghi fa proclami, Renzi prova a rilanciare l’Italia ma gli investitori non premiamo per ora la borsa di Milano

Nelle ultime settimane, malgrado gli annunci del  presidente della BCE a favore della ripresa economica in Europa e diversamente dalle principali altre piazze finanziare Europee ( Francoforte e Londra), la borsa di Milano non riesce ad attrarre capitali significativi.Il trend resta “laterale” tra un supporto di 18000 punti ed una resistenza di 20.500, livelli ben lontani dai 22000 punti di massimo fatti registrare ad inizio estate.

Ben diversa la situazione del Dax, tornato a fine settimana scorsa in prossimità dei suoi livelli massimi posti a quota 10.000 punti

e dalla borsa di Londra posizionata non lontana dai suoi massimi

Guardando altrove notiamo che la Borsa Americana, sostenuta da dati economici in continuo miglioramento, è sui massimi di sempre con potenziale di crescita che probabilmente si esaurirà solo allorquando la Fed dovesse cambiare la politica monetaria da espansiva a restrittiva avviando concretamente una politica tesa al rialzo dei tassi d’interesse, probabilmente a metà 2015.

La borsa giapponese continua la fase di crescita, superato ampiamente il livello 16.000 ( ex resistenza, adesso supporto ) l’obiettivo dei 18.000 è a portata di mano. In prossimità dell’obiettivo il buon senso ci dice di alleggerire molto le posizioni. Quando nel nostro articolo del dicembre 2012 con  il Nikkey a quota 7.500 indicavamo la Borsa Giapponese come scommessa da fare alcuni ci davamo contro, ci spiace ma avevamo visto bene!!!

Continuiamo a credere nelle potenzialità rialziste della borsa cinese, superato il livello 2550 puntiamo a tenere posizioni aperte almeno sino a 3000, poi vedremo.

Riepilogando: in linea generale restiamo ancora sovrapesati sul mercato azionario fissando per lo SP500 il supporto a livello 1950, per il Dax a 9600,  Londra 6500 e Nikkey a 16500. Sotto, vendere!  Lasciamo inalterate le posizioni sulla Cina.

Come sempre siamo pronti a rispondere alle domande che vorrete inviarci all’indirizzo mail ” info@baglinifinanza.it “.

La fine dell’anno si sta avvicinando, ci scambieremo gli auguri qualche giorno prima delle festività, prima di qualche giorno di meritato riposo.

Rag. Baglini Fabrizio   www.baglinifinanza.it

 

 

Ottobre, cadono le foglie e le borse. Che fare?

Sono passati 3 mesi dalla nostra ultima pubblicazione, approfittiamo dell’ultimo temporale che ha colpito in settimana scorsa le piazze finanziarie ( prevalentemente le Europe)  per fare il punto della situazione.

Per quanto riguarda  la borsa tedesca indicavamo a quota 9.000 il livello spartiacque tra “bene” e “male” ( al di sotto vendere senza se e senza ma!);  oggi, mentre scriviamo, quota 8702, dopo aver toccato giovedì 16 scorso un minimo intraday di 8450

il grafico mostra chiaramente che 8.500 rappresenta ( come lo era 9000) un “supporto” di notevole consistenza la cui mancata tenuta porta dritti dritti a 8000. Potremmo definire la correzione terminata solo se l’indice farà un doppio minimo a 8500 o 8000 riconquistando e superando poi la quota di 9000. Per chi vuol anticipare i tempi 8500 è un’opportunità d’acquisto ma se l’indice va sotto si vende senza se e senza ma pronti a ricomprare a livello 8000.

Per la borsa di Milano questa correzione ha prodotto discesa significativa, ponevamo l’attenzione su livello 19.000 ed in effetti rotto questo siamo scivolati, sempre nella giornata di giovedì 16 sino ai 18300 punti ed al momento siamo a 18500

il grafico non è aggiornato ma è chiaro così come lo era per gli 8500 del Dax che i 18000 sono un’opportunità d’acquisto sull’indice italiano. Se fa doppio minimo su questo livello e ripassa i 19000 correzione finita. Sotto si vende senza se e senza ma.

Probabilmente se l’SP500 terrà i 1800 punti o riconquisterà i 1900 pian piano tornerà il sereno, se va sotto lacrime e sangue ( di soldi s’intende!) su tutte le piazze finanziarie europee

 

La borsa giapponese continua il suo oscillare tra 14000 e 16000 e di questo ne abbiamo già parlato a sufficienza

La borsa cinese continua la risalita, per ora possiamo dire di avrer previsto bene di nuovo

 

Per curiosità, domande, richieste specifiche scriveteci a “info@baglinifinanza.it”, siamo sempre disponibili a rispondervi.

P.s. Le prime 2 signore che ci rivolgeranno quesiti si aggiudicheranno  buono omaggio usufruire di servizi salute e bellezza.

Rag. Fabrizio Baglini         www.baglinifinanza.it

 

 

 

Mercati d’agosto, serenità non ti conosco!!!!

Mancano pochi giorni da due settimane di ferie, lo staff è stanco e stressato sia dal clima meteorologico sia da quello borsistico.  Quest’estate pare tutto vada per il verso contrario!

Ci eravamo lasciati a fine maggio con promettenti prospettive: comprare, comprare!!

La corsa è stata breve, a fine giugno toccate nuovamente le resistenze sui massimi ( di sempre la Germania e Londra, di periodo la Francia e la nostra Milano) i mercati europei in primo luogo, con l’addensarsi di nubi nel cielo delle previsioni di scarsa crescita per i prossimi mesi, hanno cominciato a scendere.

Chi ha seguito le nostre indicazioni, ovvero uscire senza se e senza ma alla rottura dei supporti ( che avevamo chiaramente indicato : per l’area Euro il  Dax  a 9500 punti), se l’è cavata. Chi è rimasto in corsa comincia a soffrire, chi non era intervenuto in acquisto presti attenzione. I listini hanno raggiunto un livello che potrebbe anche rappresentare il punto di risalita. Chissà!  Ma vediamo a che punto siamo, dove, graficamente parlando, ci troviamo.

Partiamo dalla borsa tedesca: rotti al ribasso i 9500 punti siamo quasi arrivati ai 9000

E’ un supporto fondamentale, rotto questo scendiamo sicuramente verso gli 8500 con velocità crescente. Un nuovo bagno di sangue per i risparmiatori “statici”, quelli che si fanno convincere con prospettive lungo termine e si accorgono di avere un 30% di capitale in meno solo dopo che hanno sentito in TV che c’è stato il crollo in borsa e sono andati in banca a sentire come va.

La borsa Inglese sta testando il supporto a 6700 e in caso di rottura, magari in concomitanza della rottura dei 9000 del Dax la troveremo attorno ai 6400

La nostra Milano  è tornata a 20.000 punti ( grafico non aggiornato, si legga il valore in nero sopra il grafico), livello oggi “supporto”   (rappresentava una resistenza ad metà gennaio scorso)

e ovviamente non vivendo di luce propria, malgrado e indipendentemente dalla politica, rimbalzerà o scenderà a 19000 a seconda di come si muoveranno gli altri.

Gli Usa dal canto loro rimangono al momento tranquilli, oscillano sempre su valori massimi ma l’indice SP500 si mantiene per ora al di sopra del “supporto” a quota 1900

ma resisterà o un movimento al ribasso della borsa americana scatenerà il panico sugli altri listini?

Molto difficile a dirsi, certo che i prezzi d’acquisto sono scesi significativamente, la situazione macroeconomica internazionale ( eccezion fatta per le tensioni geopolitiche emerse in luglio) è rimasta sostanzialmente invariata, anzi  con dati economici provenienti dagli Usa e Asia in miglioramento. Saranno allora le aspettative per una nuova fase di politica monetaria restrittiva della FED ad aver provocato la discesa dei listini? Difficile dare serie risposte , evitiamo di darle, guardiamo i livelli dei listini e decidiamo cosa fare. Che cosa? Visto che abbiamo liquidità avebdo venduto a metà luglio sulla rottura dei supporti, investiamo entro venerdì 8 agosto il 40 % del capitale a nostra disposizione sull’Europa  ( che cosa/quali strumenti non lo possiamo qui dire!), se il Dax e Londra nelle settimane successive terranno i supporti sopraindicati stiamo sul cavallo e se il Dax torna sopra 9500 acquistiamo ancora  un altro 20% del capitale  a disposizione. Se invece rompe al ribasso i 9000 vendiamo senza se e senza ma, e forse, ripeto forse, ricompriamo  ( aumentando l’esposizione perché già acquistati i primi di luglio) qualche ETF Short sui listini europeo. Ma occhio, lo short va comprato sulle resistenze, non su i supporti, se il mercato rimbalza la perdita nel breve e certa!

Guardando altrove diciamo che siamo positivi sul mercato azionario cinese,

e sui paesi emergenti in linea generale.

Ci aspettiamo anche  che il Nikkei arrivi a  16000 punti entro un paio di mesi, ma se va sotto 15000 punti  vendiamo quanto acquistato sul Giappone ( avendolo comprato a 14000 – come suggerito nei precedenti articoli -) e aspettiamo evoluzione delle cose.

Auguriamo serene ferie a chi se lo può permettere e chi non se le può permettere sappia che la serenità, almeno quella, anche noi che ci andiamo, causa la professione che svolgiamo, è uno stato d’animo che non ci appartiene!

Come sempre siamo disponibili a rispondere alle vostre domande/curiosità: inviatele all’indirizzo mail  “info@baglinifinanza.it”

A presto.

Rag. Fabrizio Baglini

www.baglinifinanza.it

 

 

 

 

Renzi vince, la borsa vince. C’è una sola strada per guadagnare soldi, comprare in borsa!!!”

L’esito elettorale ha confermato il desiderio degli italiani di volere il cambiamento unito alla stabilità: e  la borsa vola!

Certo, da inizio mese, su ipotesi di possibile vittoria di movimenti anti europeisti, alcuni grandi investitori avevano venduto titoli del nostro listino che dai 22000 punti raggiunti a fine aprile ( resistenza da noi indicata nel precedente articolo) era sceso fino al “supporto” dei 20200. Una significativa correzione che ha visto perdere notevole valore ai principali titoli bancari ed assicurativi (ad esempio Unicredit da 6.80 a 5.70, Unipol da 5.70 a 4,20).

Che fare?  Comprare signori, comprare!. Alternative per dare rendimento ai  risparmi non ce n’è! Che cosa? beh, questo ve lo potremmo dire dire a quattr’occhi, seduti ad una scrivania con un PC a fianco…..

I rendimenti delle obbligazioni governative sono insignificanti ( soprattutto se consideriamo che sono comunque gravati dallo 0,20% di imposta di bollo annuale e dal 12,50% di tassazione sulle rendite/plusvalenze),  quelle aziendali  idem (stessa imposta di bollo annuale ma tassate allo 26% dal prossimo 1 luglio in merito alle rendite/plusvalenze.

Può bastare? No, sicuramente no, sappiamo bene che stare sul mercato può riservare brutte sorprese, ma il fatto è che la borsa tedesca ( DAX) oggi ha chiuso sui massimi rompendo la “resistenza” a quota 9750 ( al terzo tentativo !) ed è diretta verso i 10.000 punti prima e i 10.600 poi.

La borsa americana, proprio mentre stiamo scrivendo ha superato anch’essa la resistenza posta a quota 1850 in un contesto di dati economici ancora in via di miglioramento.

E le politiche monetarie rimangono espansive ( Draghi ha ricordato che se necessario è pronto per interventi eccezionali ).

“Se non ora quando” era lo slogan che il mondo femminile urlava un paio d’anni fa dopo il caso Ruby/olgiettine. Se non ora quando è ciò che diciamo noi!!!!!

Chi ancora non abbia investito in azioni o fondi/sicav azionari ( malgrado sia dal dicembre 2012 che suggeriamo di comprare!- Europa/Giappone, ricordate!- ) può ancora farlo ( certo deve avere al proprio fianco chi è in grado di aiutarlo a scegliere!), chi lo ha fatto deve invece salvaguardare i guadagni già realizzati, quindi, in attesa che il MIB rompa gli indugi e superi i 22000 punti, alziamo i supporti del DAX a 9.500, l’SP500 a 1750. Se gli indici vanno sotto vendiamo, senza se e senza ma. Poi vedremo il da farsi.

E la borsa Giapponese? Ha fatto solida base a 14000 punti ( famoso “supporto” da noi indicato in precedenza!), che male c’è riconfermare nei 16000 il prossimo obiettivo  ( resistenza)?

Per chi ancora non avesse le idee chiare, sempre disponibili all’indirizzo mail info@baglinifinanza.it

Rag. Fabrizio Baglini. –

 

FTSEMIB a 22000 punti. DAX e SP500 ai massimi. Vendere o comprare?

Care lettrici, cari lettori, siamo grati innanzitutto a coloro che in questi mesi ci hanno ringraziato per esser riusciti, dandoci fiducia  e accettando  i nostri suggerimenti operativi a realizzare consistenti guadagni. Per noi è assai gratificante!

Per coloro che ancora non hanno scelto di averci come partner ci auguriamo siano comunque riusciti ad avere le stesse soddisfazioni pur operando attraverso i loro interlocutori finanziari di fiducia.

Siamo ben consapevoli che trascorsi due anni in cui non abbiamo sbagliato una mossa, prima o poi sbaglieremo anche noi! Ma il vero problema non è sbagliare bensì non rendersene conto. E noi quando sbaglieremo ce ne renderemo immediatamente conto perché il nostro stile di gestione, come avete ormai capito ha riferimenti precisi     (supporti/resistenze), non su voci/media/previsioni generiche.

Le borse USA  e FRANCOFORTE sono di nuovo sui massimi storici

LONDRA è un passo dagli stessi ( 6.900)

L’ITALIA è a metà del guado ( massimi storici nel 2007 a livello 40.000 punti)

Ce la faranno i listini a continuare la corsa? Sarà meglio vendere? Sarà invece ancora il caso di comprare? Che cosa? Bel dilemma……

La situazione macroeconomica: tassi, inflazione, atteggiamento espansivo delle banche centrali, dati provenienti dal mondo dei player di mercato sono favorevoli alla crescita dei mercati azionari.  I grafici, in particolare il DAX e LONDRA, suggeriscono cautela almeno nel breve: se le resistenze non vengono superate nel brevissimo periodo ( diciamo entro venerdì 11) è probabile che avvenga una nuova correzione che proietti i listini ai livelli di metà marzo. Suggeriamo quindi di prendere profitto almeno sul 50% delle posizioni aperte, pronti a rientrare in gioco sul superamento delle resistenze sopra indicate.

Vale anche per il mercato italiano che seppur stia beneficiando adesso dell’effetto “Renzi”, non crediamo possa essere immune a fronte di “possibili” correzioni dei listini. Certo che se il DAX superasse livello 9800 ( al terzo tentativo!) l’accelerazione potrebbe essere repentina e un po’ di crescita potrebbe esser persa.

Ma chi ha guadagnato il 30% in  un anno e tre mesi ( e chi ha seguito le indicazioni riportate nel nostro articolo del dicembre 2012 ci è riuscito) se lo può permettere!

Per quanto riguarda il listino di Milano restiamo favorevoli ai titoli bancari ( da comprare ogni volta che dovessero subire significative correzioni), ma anche ai telefonici ( vds. ultima parte articolo del settembre 2013). Stiamo accumulando su gli assicurativi ( rimasti indietro) in attesa di una probabile futura “rotazione” del listino.

Alziamo linea d’uscita ai seguenti livelli: SP500 1750, Dax 9500, Londra 6600

Per quanto riguarda la borsa giapponese, così come previsto nel precedente articolo, a quota 14000, ha rimbalzato sul “supporto”.

Aspettiamo di rivederla a breve a quota 16000. Un utile strumento per chi volesse provare è l’ETF LYXOR UCITS JAPAN ( codice isin FR0010245514) ma ne raccomandiamo l’uso solo a chi conosce tale tipologia di strumenti finanziari.  Livello d’uscita: 14000 punti.

Come sempre siamo disponibili a rispondere alle Vs. curiosità e richieste d’informazioni come pure a collaborare per  la tutela e crescita dei vostri risparmi. Contattateci all’indirizzo mail info@baglinifinanza.it oppure direttamente chiamando al 335 6062559.

Rag. Fabrizio Baglini

 

 

 

 

E’ tempo di guadagni in Borsa: chi vuole approfittarne lo faccia, ma non perda tempo!!!

Eccoci di nuovo! Come da manuale a fine gennaio i mercati hanno corretto riportandosi sui supporti ( 9.000 per il Dax e 1750 per l’ SP500 ). Da lì il rimbalzo che ha spinto di nuovo i listini verso i precedenti massimi. Se  gli stessi saranno superati a breve il mercato continuerà la corsa senza frenate ma se ciò avvenisse dopo un’altra correzione e conseguente nuovo rimbalzo sui supporti sopra indicati sarebbe anche meglio.

 

La novità assoluta è che anche la Borsa Italiana ( merito di Renzi ?) ha scavalcato la resistenza a quota 20.000, spartiacque importante tra un contesto positivo ed uno negativo. Anche in questo caso una prossima futura correzione con ritorno su tale valore  (adesso diventato supporto) con successivo rimbalzo sarebbe davvero un gran bel segnale al rialzo.

Il mercato giapponese, come ci aspettavamo, ha corretto e si trova adesso sul supporto a 14000 punti. Nel precedente articolo, con l’indice Nikkey a quota 16.000 suggerivamo di ridurre del 50% le posizioni; adesso siamo del parere che sulla tenuta dello stesso, è opportuno reinvestire la liquidità in precedenza ricavata dalla vendita delle posizioni.

 

Guardando al futuro, lasciando perdere il comparto obbligazionario che anche quest’anno non darà ritorni in termini crescita di valore del portafoglio. e tutte le altre forme di allocazione del risparmio proposte dai vari attori del mercato (Banche e Posta) quali conti deposito/buoni postali/etc. che hanno lo scopo di far fare profitti solo a chi vende i prodotti e non certo al risparmiatore, segnaliamo l’opportunità di diversificare il portafoglio acquistando prodotti legati al  comparto MATERIE PRIME fortemente penalizzato negli ultimi 5 anni dalla congiuntura economica internazionale e che sembra essersi adesso stabilizzato valori interessanti per fare buoni futuri profitti se nei prossimi mesi la crescita economica prenderà forza. A tale proposito pubblichiamo di seguito uno spaccato dei prezzi/variazioni e relativo grafico dei componenti il comparto.

Ringraziamo infine tutti coloro che dopo averci seguito ” di nascosto” in questi anni hanno deciso di rivolgersi a noi per condividere insieme un percorso di tutela e crescita dei propri consapevoli che l’obiettivo, come gli interessi reciproci, sono comuni.

Rag. Fabrizio Baglini   – tel. 335 6062559.

 

Sarà il 2014 ancora un anno di Borse al rialzo?

Eccoci giunti alla fine dell’anno, l’appuntamento forse più atteso dalla maggior parte dei nostri lettori, quello in cui i nostri lettori, sia perché direttamente interessati o perché semplicemente incuriositi, aspettano di conoscere la nostra visione sull’andamento  futuro dei mercati ovvero quali attività finanziarie comprare/tenere o vendere.

Ma prima di fare questo  e fermo restando che ogni risparmiatore/investitore ha un proprio profilo di rischio ( concetto questo che non deve mai essere dimenticato!) diamo uno sguardo al passato e facciamo attenta analisi sul presente.

Nel nostro articolo di fine 2012 indicavamo opportunità d’investimento nei mercati azionari Europa e Giappone. I valori degli indici  a buon prezzo rispetto alla propria media storica e sia le dichiarazioni rilasciate nell’agosto dello stesso anno da  Draghi a sostegno del sistema bancario UE, sia “rumors” su un possibile cambio di politica monetaria nel paese del Sol Levante teso a rilanciare i consumi interni, ci suggerivano di puntare in quelle direzioni.

A conti fatti oggi abbiamo visto  l’indice della borsa di Tokio passare dai 10000 punti di inizio gennaio ai 16000 attuali, livello da noi indicato successivamente quale possibile target  raggiungibile.

 

meno significativo, ma sempre di tutto rispetto, il rialzo dell’ ESTX50EUROPA, passato dai 2700 punti circa di inizio anno ai 3070 attuali

 

e condizionato dal fatto che mentre  la borsa tedesca è cresciuta in misura considerevole attestandosi oggi sui massimi storici ( da 7700 punti agli attuali 9500 )

 

quella italiana, condizionata in negativo da tutti gli eventi politici ed economici che riguardano il nostro paese,  pur in crescita nel 2013 è ancora a -50% rispetto ai livelli fatti registrare nel 2007

 

Chiaramente i rialzi dei listini sono comunque stati la conseguenza della crescita della borsa USA spinta, come detto nei vari articoli pubblicati nell’anno, dalla politica monetaria espansiva attuata dalla FED. L’indice SP500 e passato da 1400 a 1800 punti

 

La FED ha annunciato che l’atteggiamento a sostegno dell’economia sarà ridotto a partire dal 2014 ( manovra che passa sotto il nome di “tapering”), probabilmente nel momento in cui l’indice di disoccupazione negli USA tornerà al 6.5% circa, in concomitanza con dati confermanti la ripresa economica in corso, e che stando alle previsioni più recenti ciò dovrebbe avvenire a fine anno prossimo.

Se ciò venisse confermato e se i dati ad oggi noti sulle attese di ripresa economica sia a livello globale che in area Euro fossero in futuro confermati (vedi sotto) o addirittura rivisti al rialzo:

 

la crescita dei listini potrebbe certamente continuare e nel caso aumenterebbe la velocità di recupero dei listini rimasti ad oggi indietro.

RIMANIAMO QUINDI FAVOREVOLI ALL’INVESTIMENTO IN AZIONI, IN PARTICOLARE NELL’AEREA EURO.

In ogni caso sia per chi dovesse scegliere di investire adesso nell’EUROZONA sia per chi è posizionato da tempo sull’area  ricordiamo che per l’indice Dax  il livello di “supporto” è alzato a quota 9.000 ( se va sotto si vende poi si vedrà cosa fare) mentre  per l’indice Giapponese le nostre attese sono adesso per un target di 18000 punti ma chi ha acquistato ad inizio anno può tranquillamente vendere un 50% di posizione e capitalizzare i guadagni. Su questo listino alziamo adesso il “supporto” a livello 15000.

Restiamo “sottopesati” su gli  USA: se il loro mercato sale saliranno anche gli altri!

Compriamo nuovamente un pò di mercati emergenti e un po’ di posizioni in valuta $USA; non riteniamo che l’Euro valga davvero così tanto!

Come sempre potete scriverci all’indirizzo mail” info@baglinifinanza.it ”

Rag. Fabrizio Baglini     http://www.baglinifinanza.it