Fine anno, anno nuovo: l’orso è uscito dalla tana, l’augurio è che senta freddo e torni dentro!

Il 2018 è terminato da ormai 4 giorni e come ogni fine anno è tempo di bilanci.
Esaminando l’andamento dei mercati azionari possiamo certamente affermare che i risultati consuntivi sono davvero d’eccellenza, ma con segno negativo. Ampiamente negativo, su tutti i fronti!
A dire il vero i segnali di cambio di rotta, dopo anni di crescita pressoché continua, pur se disomogenea, erano arrivati sin dall’inizio dell’estate, diverse le variabili in gioco che lasciavano ipotizzare una correzione dei mercati: dazi commerciali, esiti elettorali “populisti” in Europa, fine o forte riduzione del Quantitative Easing da parte della Fed e BCE. Pochi però avrebbero scommesso su cali del 15% in media di tutti i principali indici azionari internazionali.
Non riportiamo qui il dettaglio perché mass media in genere oltre che di settore ne hanno dato ampio risalto, facendo una sola sintesi, da inizio a fine anno, il WSIWorld ha perso il circa il 12%, le materie prime circa un 20 e l’oro il 2.
Come sempre è necessario ed importante capire o cercare di capire quale potrebbe essere lo scenario futuro per operare con strategie adeguate.
Sotto il profilo macro tutte lo società d’analisi affermano che il trend economico globale è in rallentamento: la crescita Usa, fonte della fiducia che ha contribuito alla crescita dei mercati di capitale nel quinquennio precedente è stata frenata dalla Fed con il piano di rialzo dei tassi d’interesse giunti da ZERO a 2,25_2,50% in 2 anni, e dalla politica protezionistica di Trump che si oppone peraltro alla politica monetarie del presidente della Fed, Powell, da lui stesso voluto in quel ruolo.
Tuttavia sarebbe la prima volta che assistiamo ad un rallentamento del ciclo economico senza aver assistito in precedenza alla crescita dei prezzi delle materie prime o al rialzo dell’inflazione e ciò rende più difficile capire se il movimento al ribasso in corso è un salutare incidente di percorso ( smaltiti certi eccessi – vds Nasdaq) oppure la prima gamba di un movimento molto più ampio, analogo ai ribassi 2001/3 2008/9 2011/12.

Stiamo scrivendo questo articolo con l’indice Nasdaq in rialzo del 3,50 dopo analogo calo registrato nella giornata di ieri alimentato dalle ridotte stime sul fatturato 2019 di Apple che ha perso ieri un bel 10% in un sol colpo. Verrebbe quindi da esclamare” qui son tutti fuori di testa”!
Ma chi naviga sui mercati da anni sa bene che quando gli indici arrivano ad un punto di svolta, rottura al ribasso di importanti supporti o rimbalzo dagli stessi, gli attori di mercato ( le forze in campo ), ingenti e con visioni opposte ( i grandi investitori comprano mentre i piccoli – timorosi – liquidano posizioni), si scontrano e la volatilità va inesorabilmente crescendo.
Graficamente parlando la tenuta (o rimbalzo da) 6100 punti del Nasdaq e da 2470 del S&P500, così come da 2950 del Eurostock50 sono “indispensabili” al fine della prosecuzione del trend rialzista iniziato nel 2013, alimentato certo dall’ingente massa di denaro iniettata dalle banche centrali ma che NON ha portato a quell’effettivo riscaldamento delle economia reale tale da far ipotizzare un imminente crollo dei valori.
Ci potremmo trovare quindi nel timing giusto per tornare in acquisto sia sugli USA che sul mercato Europa, inclusa l’Italia ( anche sulle banche italiane malgrado il caso Carige di cui tanta notorietà in questi giorni ) e noi lo facciamo, anzi l’abbiamo già fatto tra il 20 ed il 31 cominciando a riposizionarci.

In che modo? Tramite ciò che di meglio ci offre il mercato degli OICR, ETF, azioni singole e qualche covered warrant long.

Per quale percentuale del ptf? Per circa il 40% diversificato tra finanza/assicurativi/ tecnologici / farmaceutici / materie prime.

Ed il resto? OICR obbligazionarie short term Usa, Governativi Euro (Italia/Spagna/Portogallo e 2 OICR long short gestite divinamente da una società francese di “nicchia”

E se il mercato scendo rompendo i supporti? Liquidiamo subito in perdita e aspettiamo?

Avremo fatto bene a posizionarci in un contesto così nebuloso e con Presidente Usa capace di dichiarazioni sbalorditive? Che dire…..di solito quando il TG RAI1 inizia riportando al pubblico un importante evento finanziario “negativo”, la tempesta è quasi passata. Lo scopriremo presto.

Auguriamo a tutti i ns lettori un strepitoso 2019 e che il TORO sia con voi!

Ricordate: rispondiamo sempre alle vs mail indirizzate a info@baglinifinanza.it….scrivete!!

Rag.
Fabrizio Baglini
www.baglinifinanza.it