20/20 LA NUOVA ERA E’ ALLE PORTE !

Cari amici vi scrivo, così mi distraggo un po’……………l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va……….
Iniziamo così, prendendo a prestito le prime strofe della splendida canzone di L. Dalla, l’ultimo articolo del 2019, anno sorprendente, in positivo, per le performance dei mercati finanziari, USA in primis.
Diamo uno sguardo al’ultimo articolo del 2018 pubblicato i primi giorni del 2019 e notiamo, con gran soddisfazione che prima del termine del testo avevamo scritto:
“Ci potremmo trovare quindi nel timing giusto per tornare in acquisto sia sugli USA che sul mercato Europa, inclusa l’Italia ( anche sulle banche italiane malgrado il caso Carige di cui tanta notorietà in questi giorni ) e noi lo facciamo, anzi l’abbiamo già fatto tra il 20 ed il 31 cominciando a riposizionarci”
Ed infatti quest’anno il raccolto è stato ricco, molto ricco. Chi ci ha dato fiducia ed operato come da nostre indicazioni non solo ha recuperato le perdite di valore subite causa il terribile IV trimestre 2018, bensì realizzato incrementi medi del ptf tra i 5 e i 7 punti percentuali rispetto ai valori precedenti.
L’anno che sta per terminare è stato sostanzialmente caratterizzato da tre eventi:
– fine anno 2018: presa coscienza da parte degli operatori che il crollo dei listini azionari in concomitanza di quelli obbligazionari evidenziava un’anomalia ( un “cigno nero”) del mercato; non era il caso di preoccuparsi bensì ottimo motivo per agire in acquisto di azioni/etf/fondi azionari.
– primavera 2019: le dichiarazioni di guerra proclamata da Trump sui dazi commerciali contro Cina ed Europa erano più slogan elettorali che reali costrizioni;
– dichiarazioni prima della BCE e poi della Fed (anche con taglio pratico del tassi d’interesse) tese a dare conferma del proseguimento della politica monetaria accomodante.
Il risultato finale è che il 2019 si conclude con:
– indici USA sui massimi di sempre e con un bel + 30% del SP500 e 38% del Nasdaq rispetto ai valori di fine 2018;
– indice ESTX50 EUR a livello 3750 punti dopo aver finalmente rotto ( primi di novembre ) la forte resistenza posta a quota 3650 punti;
– Nikkei a quota 23650 punti, sui massimi dell’anno. Se rompe i 24000 va dritto almeno ai 26.000;
– mercato cinese ( indice di riferimento Hong Kong ) a livello 28300 punti pronta a puntare in primis i 30.000 punti su ritrovata serenità commerciale con gli Usa e dal crescente livello dei consumi interni della popolazione cinese.

Il quarto evento rilevante, è stata la dichiarazione di Mr. Draghi in fase di commiato da Bruxelles ” abbiamo fatto tutto ciò che era possibile fare, adesso tocca ai singoli governi”.
E proprio da qui nascono le considerazioni che dovremo fare per affrontare le scelte d’investimento e composizione degli assets perché tale dichiarazione produrrà inevitabilmente degli effetti.
Ciò perché se gli interventi delle banche Centrali a sostegno dell’economia, ufficialmente dichiarati terminati, hanno prodotto se non il risultato di far a tornare a correre l’economia almeno quello di riaver portato al rialzo i listini azionari, sarà d’ora in poi compito della politica far mantenere la marcia attraverso la leva fiscale. E qui nascono i primi interrogativi!!
Se negli Usa i tagli fiscali di Trump, che hanno indubbiamente prodotto ottimi risultati sull’occupazione e sui listini non appaiono ripetibili, in Europa sarà difficile vedere governi come il nostro o quello spagnolo o portoghese, considerati gli alti livelli di debito pubblico, varare concrete misure fatte o di tagli di tasse o di incremento di spesa allo scopo di dare un impulso significativo a favorire la ripresa economica.

Pertanto, forse per la prima volta da quando è stato attivato questo sito, malgrado i rendimenti negativi delle obbligazioni Investment Grade area Euro e quelli pressoché irrilevanti dei Treasury Usa possano indurre la massa dei risparmiatori a spostare risparmi verso asset più volatili e quindi potenzialmente far proseguire la fase di rialzo dei listini, immaginiamo un 2020 ricco di incognite e carico di volatilità.
Riduciamo quindi l’esposizione sui mercati “core” lasciando aperte posizioni sugli emergenti e incrementando quelle aperte sulla Cina in particolare prodotti che contengano le cd A-Share Cinesi ovvero azioni denominate in renminbi di società con sede in Cina negoziate sulle borse valori di Shanghai e Shenzhen entrate a far parte del MSCI a far data dal 1° giugno 2018, quando il fornitore degli indici di riferimento ha inserito 230 A-share nell’indice MSCI Emerging Markets e la loro presenza nell’indice è andata aumentando sino al 20% in virtù di un processo di incremento della ponderazione delle A-share cinesi nei propri indici.

Segnaliamo peraltro ai ns lettori il crescente interesse delle Società di Gestione, dalla più grande alla più piccola, per aziende che rispettino criteri ESG e suggeriamo intervenire su prodotti che oltre alle “stelle” abbiano anche “globi” ( 5 se possibile! – vds www.morningstar.it ). Il tema della sostenibilità è oggi centrale nella società e la finanza il rispetto ambiente e i diritti dei lavoratori è ben gradita. Sul punto restiamo a disposizione per dare indicazioni specifiche di prodotto a chi volesse approfondire la questione.

Auguriamo a tutti un felice, sereno, straordinario 20/20 restando come sempre pronti a rispondere alle vs mail all’indirizzo “info@baglinifinanza.it”
Per contatti telefonici 335 6062559

Rag. Fabrizio Baglini
Responsabile Team
www.baglinifinanza.it